Sale chiuse agli Uffizi? «Grazie all'aumento delle ore concesso ai precari assistenti tecnico-museali (ovvero, studenti assunti a termine per lavorare nei musei 11 ore la settimana, il sabato e la domenica), il problema è praticamente risolto», spiega Alessandro Santini, delegato Cisl fiorentino dei precari Beni culturali. Dal 21 luglio, infatti, ben l'80 per cento dei 50 part-time in servizio alla Galleria lavora 7 ore la settimana in più, consentendo così ai visitatori di godersi quasi tutte le sale: Rubens, Niobe e Sala della Controriforma (le prime a essere messe fuori gioco), comprese. «Un successo riprende Santini da venti sale chiuse siamo scesi a due; questo fa capire l'importanza della figura dei precari per la fruizione dei musei, sia per quanto riguarda gli assistenti part-time (150 persone che oggi, dopo cinque anni, aspirerebbero a essere assunti full-time e a tempo indeterminato), che per i giubilali». Trecento i lavoratori che aspettano di veder regolarizzata la propria posizione. «In realtà non c'è niente di nuovo sotto il sole commenta il delegato Cisl, riferendosi alla nota inviata dal sindacato autonomo Flp-Usae Anche se è vero che il ministro, in giugno, ha confermato il suo impegno a risolvere la situazione». «Nessuna novità relativamente all'assunzione dei precari conferma il sindacato nazionale autonomo Unsa-Snabca di Firenze . Si intravede solo l'ennesimo slittamento, tanto che stiamo organizzando una grande manifestazione nazionale in occasione degli appuntamenti del semestre europeo». Come anticipa Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil Beni culturali, che annuncia anche agitazioni per settembre. «Non c'è alcuna procedura di assunzione dei precari interviene . Il sindacato autonomo ha confuso un provvedimento di ricognizione degli organici che, per effetto della legge finanziaria tutti i ministeri sono tenuti a fare. La ricognizione di tali organici "fotografa" il personale effettivamente in servizio, e nel decreto si tiene conto del numero complessivo dei giubilali e degli Atm come concordato con Uil, Cgil, Cisl nell'incontro dell'aprile scorso, in occasione dell'istituzione del tavolo di confronto aperto con il ministro Urbani e il segretario generale Rocca».