-------------------------------------------------------------------------------- Quindici sono i musei comunali. Almeno altrettanti quelli statali. Più le decine di siti archeologici, dove la storia e larte si respirano camminando: dai Fori imperiali alla villa dei Quintili. E poi i palazzi delle mostre, dal Vittoriano alle Scuderie, allIncontro. Sono migliaia le opere che oggi e domani si lasceranno ammirare, nonostante la festività pasquale. E alliniziativa "musei aperti" si sovrappone quella del Campidoglio che, per la prima volta, schiude le sale delle raccolte darte per ospitare danza, musica, poesia. Alla centrale Montemartini, ad esempio, la sala macchine e quelle della caldaie, archeologia industriale come sfondo alla scultura classica, oggi e domani (alle 11, 11.45 e 12.30), ospiteranno performance e azioni di Antonio Tagliarini e delle compagnie Maddai e Habille Deau. È uno degli appuntamenti di "A Pasqua Roma ti sorprende" (per lelenco completo, telefonare dalla 9 alle 19.30 allo 06 8059127). La rassegna chiude domani sera (ore 21, 21.45, 22.30) con la serie di danze solitarie di Simona Lobefaro, Annika Pannitto, Alessandra e Antonella Sini, davanti al Marco Aurelio dei Capitolini. Mentre la copia, in piazza, farà da sfondo allazione di Ada performance, tra musica elettronica, voce e danza. Quindi, la sala dellimperatore inaugurata due anni fa diventa per la prima volta palcoscenico. «No - sottolinea la direttrice, Anna Mura Sommella - rimane spazio museale. Il MarcAurelio, del resto, non si fa rubare la scena da nessuno. La danza sarà, piuttosto, una sottolineatura della bellezza delle opere esposte, nellambito di una sperimentazione che darà, credo, buoni frutti». Dalla Pinacoteca al Lapidarium, sono molte le gemme della raccolta. E non tutto è arcinoto, come limperatore a cavallo o il Battista giovinetto di Caravaggio. «Non tutti sanno, ad esempio, che abbiamo importanti originali greci. La stele della Fanciulla con colomba del V secolo a.C., ad esempio, una figura austera ma che trasmette grazia ed emozione», assicura la direttrice della raccolta sul Campidoglio. E se chiedete ad Angela Negro, che con Anna Lo Bianco dirige la Galleria nazionale darte antica, quale opera "rimasta nellombra" consiglia a quanti a Pasqua e Pasquetta varcheranno il portone di palazzo Barberini dalle 8.30 alle 19.30, la studiosa vi dirà: «La sorpresa è il palazzo stesso. Sono migliaia le persone che negli ultimi mesi sono venute a vedere ledificio libero e restaurato». Se prima le otto sale richiamavano una trentina di visitatori al giorno, da quando è partito il restauro, e il circolo ufficiali ha liberato i saloni occupati con bar e cucine, «abbiamo fino a mille visitatori al giorno». Che trovano, finalmente, una prima piccola parte delle centinaia di opere costrette in soffitta. «Dai depositi ne sono state prese dieci - ancora la Negro - tra cui un ritratto attribuito a Tintoretto». Inutile oggi e domani mettersi in fila ai Vaticani, perché sono chiusi, e alla Galleria Borghese (lentrata è a numero chiuso e le 1800 persone al giorno hanno già prenotato). A Villa Borghese cè però, tra laltro, la Galleria nazionale darte moderna (ore 8.30-19.30). In questi giorni mette in mostra i capolavori scolpiti da Arturo Martini. Ma la raccolta ha molte perle da esibire. E non tutte gettonatissime. «Noto, ma non notissimo, è il Sole di Pellizza da Volpedo, oppure il capolavoro La caduta di Iperione di Cy Twombly, esposto alla Biennale veneziana del 1964». È questa la "dritta" della soprintendente alla Galleria, Maria Vittoria Marini Clarelli. Che consiglia due tele "solari", quasi volesse spingere verso larte i gitanti indirizzati alle scampagnate di Pasquetta. «Senza dimenticare - aggiunge - uno dei dipinti più belli di Giacomo Balla ... Villa Borghese».