All'ultimo piano di un palazzo sul lungotevere, con l'ascensore in legno e il corrimano in marmo. Quartiere Prati, anzi «Della Vittoria», dove strade e piazze ricordano il Fante, il Carso e gli altri luoghi della Grande Guerra. Casa Moravia è qui, in un sobrio appartamento che somiglia alla prosa dello scrittore, e dove lo scrittore visse dal 1963 fino alla morte, 11 26 settembre 1990. La casa, per volontà delle eredi Dacia Maraini e Carmen Llera, ospita da anni il Fondo Moravia. E da gennaio potrà essere aperta al pubblico tutti i giorni, diventando di fatto un museo comunale. La conferma arriva dall'assessore alla Cultura del Campidoglio Gianni Borgna, all'indomani del fondo di Antonio Debenedetti che sul Corriere di ieri annunciava la trattativa in corso tra Comune ed eredi Moravia: «Se tutto va bene a gennaio dovremmo essere pronti. La proprietà della casa resta agli eredi Moravia, ma il Comune si farà carico delle spese di gestione in cambio di un comodato a lunga scadenza. Sarà una casa-museo, ma non nel senso di un luogo polveroso e un po' d'antan. Al contrario, pensiamo di dar vita a incontri letterari e altre manifestazioni culturali». Stessa sorte e stessi tempi, gennaio 2004, anche per la prima casa romana di Pier Paolo Pasolini, via Giovanni Tagliere, zona Rebibbia: «In questo caso - ricorda Borgna - l'accordo con il proprietario è già stato raggiunto, e a gestire il luogo sarà la Casa delle Letterature, con un centro culturale dedicato a Pasolini: ci saranno i suoi libri e i suoi manoscritti, consultabili in rete grazie alla disponibilità del Gabinetto Vieusseux di Firenze che li conserva». Nove anni rinnovabili, per il momento. Questi i termini dell'operazione in corso per «Casa Moravia» a lungotevere della Vittoria, dove tutto è rimasto intatto dalla morte dello scrittore. Un luogo affascinante che finora era possibile visitare solo su appuntamento: con i bastoni all'ingresso, le maschere africane alle pareti, i diecimila volumi della biblioteca (tra cui la prima edizione de Gli Indifferenti e molti libri con dediche autografe, da Pasolini a Elsa Morante) e perfino le bottiglie sul carrello del salotto. Ambienti suggestivi, come spesso lo sono le case degli artisti, tappezzati di quadri che ritraggono Moravia per mano di tanti pittori amici: Enrico Paulucci, Gisberto Ceracchini, Mario Ceroli, sua sorella Adriana Pincherle, Mario Schifano e quel grande olio firmato Guttuso, col caratteristico cipiglio dello scrittore che guarda oltre il grande terrazzo affacciato sulla Roma borghese del Flaminio e dei Parioli.