-------------------------------------------------------------------------------- Ora adottato dal parlamento toscano, il Piano di indirizzo territoriale della Regione sta concludendo la sua costruzione politica e attivando la sua messa in opera mediante le salvaguardie immediate che dispone. E un grande processo decisionale quello che si va concludendo (dalla legge 1 del gennaio 2005 alla prossima approvazione consiliare del Pit, con nel mezzo una densissima attività di regolamentazione attuativa e di processi di consultazione sociale, culturale e istituzionale, nella condivisione con tutti i livelli di governo - dal Ministero per i beni culturali, ai Comuni, alle Province). Sarà altrettanto impegnativo il lavoro che, dopo lapprovazione, la Regione e tutti gli enti locali dovranno svolgere per dare efficacia alla filosofia, alle logiche e agli strumenti che il Pit mette in campo per un governo del territorio allaltezza delle sue responsabilità verso il futuro. Ma qual è questo futuro che il Pit intende proporre ai toscani e a chi li amministra? Ci sono prototipi che ne consentano una immagine semplice e riassuntiva? Sì, se solo si distoglie lo sguardo dal salotto mediatico di Monticchiello e ci si addentra nella Toscana ove innovazione e sostenibilità sono un modo «normale» di governare. Uno di quei prototipi è Anghiari. Piccolo e famoso comune della provincia di Arezzo ricco di testimonianze storiche e artistiche e incastonato in uno splendido contesto paesaggistico, dove spiccano i valori storici e simbolici del suo centro storico. Uno dei tanti gioielli del patrimonio toscano. Ma anche esposto ai rischi della città storiche più piccole, più preziose e più legate al valore paesistico della loro campagna. I rischi della rassegnazione allinvecchiamento della popolazione residua, del trasformarsi in aggregati di seconde e terze case, del lucrare su antiche memorie senza crearne di nuove. Ovvero della monocultura del loisir da fine settimana più o meno colto e danaroso. O del consumo museale da gita scolastica. Da molti anni Anghiari si ingegna per prevenire un simile destino. E con saggezza ha saputo combinare allo scopo lintero strumentario che il legislatore toscano ha via via formulato. Fino ai nostri tempi, allorché sta ridefinendo la propria strumentazione urbanistica coniugando uno statuto rigoroso e integrale del territorio e obiettivi strategici di conservazione e sviluppo entro una unitaria agenda di scelte innovative per la conservazione del valore culturale e sociale del suo territorio. Ha dunque rafforzato le capabilities - le potenzialità, le idoneità e lattrattività - che esso racchiude per i suoi cittadini e per i loro progetti esistenziali
TOSCANA Anghiari,buon modello da seguire
Il Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana sta concludendo la sua costruzione politica e attivando la sua messa in opera. Il piano è stato adottato dal parlamento toscano e prevede una densa attività di regolamentazione e consultazione sociale, culturale e istituzionale. La Regione e gli enti locali dovranno lavorare per dare efficacia alla filosofia e agli strumenti del piano. Il piano intende proporre un futuro sostenibile per la Toscana, con innovazione e sostenibilità come modi di governare. Uno dei prototipi di questo futuro è Anghiari, un comune della provincia di Arezzo ricco di testimonianze storiche e artistiche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo