LE TAPPE Limpresa denuncia: dovremo sospendere lattività e mandare a casa 400 lavoratori. Gli ambientalisti: attenti, è una nuova provocazione I costruttori: a Monticchiello molte disdette per i villini, costretti a licenziare -------------------------------------------------------------------------------- FIRENZE - Nellufficio vendite di «Iniziative Toscane», ieri mattina a Monticchiello, il telefono non ha mai smesso di trillare. E non era per gli auguri di Pasqua. «Quarantuno dei sessantadue "promittenti lacquisto" vogliono recedere dai contratti preliminari, rinunciano agli appartamenti» sostiene Stefano Lo Cicero, procuratore dellimpresa che realizza la criticata lottizzazione di Monticchiello. «Saremo costretti a chiudere definitivamente il cantiere di Monticchiello, togliendo lavoro a 400 persone tra lavoratori diretti e indotto. E in questo posto, invece di quello che chiamate "ecomostro", abbandoneremo un monumento alla demenza». Lo Cicero minaccia quello che secondo lui è un danno ma che per altri sarebbe una liberazione: la rinuncia a costruire 95 villette (18 già bloccate dal ministero), per totali 21.000 metri cubi in 8.000 metri quadri di superficie, alle porte del borgo mediavele che è una delle più note «cartoline» della Toscana coi suoi tornanti di cipressi. Ma gli ambientalisti sono cauti, non cantano vittoria, sospettano che quella di «Iniziative Toscane» sia una nuova provocazione suscitata dalle notizie dei sequestri di alcune villette in costruzione disposti dalla magistratura. Del resto «Iniziative Toscane» non ha dato seguito ad altre minacce, quelle fatte a fine gennaio dopo che il ministro Francesco Rutelli aveva avviato la procedura per vincolare le mura di Monticchiello e tagliare tre villette dei lotti D (18 appartamenti). Allora il solito Lo Cicero minacciò di iniziare comunque i lavori del lotto D. Non lo ha fatto e si è limitato a ricorrere al Tar per stoppare Rutelli, che, assieme alla sinistra radicale e più della magistratura, resta nel mirino dei costruttori romani. «Fin dallestate scorsa avevamo accolto linvito a non iniziare i lavori dei lotti D - sostiene Lo Cicero - dicevano che avremmo trattato, poi Rutelli è intervenuto dautorità con il vincolo. Abbiamo tutti i permessi in regola - aggiunge - mentre nellesecuzione delle opere si sono verificare piccole difformità facilmente rimediabili. A fronte di questo abbiamo dovuto sopportare tre interrogazioni parlamentari, quattro regionali, quarantuno accessi e controlli da parte di Asl, polizia municipale e forestale, i sequestri giudiziari e la sospensione dei lavori, oltre alla pugnalata del ministero». A questo punto «Iniziative Toscane» sostiene di essere con lacqua alla gola e in procinto di abbandonare limpresa. «Siamo esposti per 3,5 milioni, Unicredit ci ha già chiesto di rientrare di 2,5 milioni, le altre banche seguiranno a ruota» afferma Lo Cicero. Nelle settimane scorse procura e tribunale di Montepulciano avevano sequestrato due lotti di villette (uno già dissequestrato) e il Comune di Pienza aveva sospeso i lavori di altri due lotti per irregolarità nella costruzione: finestre aperte o traslate dove non era previsto, due scale esterne che non ci sarebbero dovute essere, un sottopasso pubblico e solette troppo alte, un edificio che è stato spostato di trenta centimetri rispetto al luogo dove sarebbe dovuto sorgere. Abusi che hanno comportato linvio di tre avvisi di garanzia ai due responsabili legali dellimpresa e al direttore dei lavori di un insediamento che è nella bufera da fine agosto.