Pompei. «L'accorpamento delle soprintendenze archeologiche di Napoli e Pompei? Un errore. Il nostro sito perderebbe prestigio e fondi indispensabili per la sua valorizzazione e conservazione». Il sindaco della città degli scavi, Claudio D'Alessio, ha scritto una lettera al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Francesco Rutelli per chiedere il suo intervento affinché si interrompa il processo di accorpamento delle due soprintendenze. «L'articolo 16, al comma 3, del regolamento di organizzazione del ministero per i Beni e le Attività Culturali - precisa il sindaco - cita la riunificazione delle soprintendenze di Napoli e Pompei. Questo ha suscitato la mia immediata preoccupazione e il grande sconcerto perché, come è facile immaginare, tale unificazione finirebbe per far perdere l'alto prestigio del nostro sito archeologico. In modo particolare - continua il primo cittadino - si verrebbe a verificare la diminuzione dei fondi destinati dal ministero agli scavi per migliorarne l'accoglienza, la valorizzazione e la tutela, ma soprattutto necessari per effettuare nuovi scavi e mettere alla luce i molti reperti ancora nascosti sotto gli strati di lapilli. Tali fondi, in caso di accorpamento delle due soprintendenze, sarebbero ripartiti su un territorio vastissimo». Il sindaco della città degli scavi più conosciuti al mondo, che ogni anno registra la presenza di tre milioni di turisti culturali, nella nota inviata al ministro ricorda l'autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria di cui è stata dotata la soprintendenza archeologica di Pompei con la legge speciale 352 del 1997. «Tale legge - spiega il primo cittadino - ha istituito il comitato consultivo composto, tra gli altri, dai sindaci dei Comuni interessati dell'area. L'accorpamento renderebbe vani tutti gli sforzi fatti fino ad oggi per valorizzare il nostro territorio. L'invito che rivolgo al ministro Rutelli, il quale in più occasioni ha inteso conferire un'elevata attenzione per la soprintendenza di Pompei, va nella direzione di garantire che questa autonomia permanga». Nella nota indirizzata a Rutelli, il sindaco D'Alessio sollecita il ministro a intervenire per la rapida ealizzazione del «contenitore museale», unico nel suo genere rispetto ai musei già esistenti in Campania e che costerà circa tredici milioni di euro, nell'istituto «Sacro Cuore» di proprietà del santuario. «La sottoscrizione - dice il sindaco di Pompei - della convenzione tra Comune, chiesa e soprintendenza, fissata per il tre aprile scorso, è stata congelata dal soprintendente regionale Stefano De Caro, il quale ha chiesto un rinvio, in data da destinarsi, per consultarsi con il ministro». su. ma.
L'APPELLO: IL SITO HA BISOGNO DI FINANZIAMENTI URGENTI Soprintendenze, no all'accorpamento
Il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, ha scritto una lettera al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Francesco Rutelli, per chiedere l'intervento affinché si interrompa il processo di accorpamento delle soprintendenze archeologiche di Napoli e Pompei. Il sindaco è preoccupato per il perdere dell'alto prestigio del sito archeologico e per la diminuzione dei fondi destinati agli scavi. Ha ricordato l'autonomia scientifica e amministrativa della soprintendenza di Pompei e ha chiesto al ministro di garantire che questa autonomia rimanga. Ha anche richiesto l'intervento per la realizzazione del contenitore museale, che costerà circa tredici milioni di euro.
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