IL BUSINESS DELLE VACANZE Arte e spettacoli oltre alla natura, così cambia lofferta della Puglia Il ponte di Pasqua è da record ma non basta per stabilizzare il trend In 35mila alla mostra su San Nicola che resterà aperta sino al 10 giugno Ostillio e Laforgia: né di nicchia né di massa, ecco la nuova scommessa -------------------------------------------------------------------------------- Il "tutto esaurito" per Pasqua non illude nessuno, ma incoraggia tutti. La politica adotta lo slogan per uno «sperabile boom turistico», come lo chiama leditore Alessandro Laterza, che è anche presidente di Confindustria, sì, insomma, per una stagione destinata a non durare lo spazio di un mattino a passeggio con Putin lungo le strade della città, o quello di una partita di calcio al San Nicola fra Italia e Scozia. Non ha dubbi lassessore regionale al Turismo, Massimo Ostillio: «Dobbiamo impegnarci perché lincremento di vacanzieri dalle nostre parti, sia costante nel tempo e alla fine, si stabilizzi». Un uovo, ancorché pasquale e pieno di sorprese - alberghi pieni e ristoranti affollati - , non fa primavera. Tuttavia il valore aggiunto rispetto agli anni precedenti, spiega Ostillio, «riguarda il fatto che la Puglia è diventata una destinazione cult o alla moda». Puglia che già nel 2006, risultava la prima regione del Sud - isole comprese - presa dassalto dagli stranieri: più 6. «In Campania hanno guadagnato il 2 e in Sicilia il 3». Non per questo sono tutte rose e fiori. Ostillio non è un illuso: «La qualità dei servizi purtroppo lascia a desiderare, e dovrà essere migliorata la cultura dellaccoglienza. È su questi terreni che per battere la concorrenza, dobbiamo diventare competitivi». Pure solo se «commercianti e ristoratori fossero più disponibili e lasciassero alzate le serrande dei negozi o non imponessero prezzi da capogiro seguendo il detto secondo cui è meglio un uovo oggi, ma non la gallina domani, avremmo tagliato un traguardo importante» racconta Nicola Laforgia, titolare della Cultura a Bari. Così come la giunta Emiliano, promette Laforgia, «dovrebbe fare in modo che le chiese restassero aperte al di là dei soliti orari, e di predisporre i "percorsi a tema" per i vicoli del centro storico». Lassessore comunale sospira: «Non siamo allaltezza della situazione, come si dice in questi casi. Dobbiamo recuperare i ritardi accumulati nel passato. Certo, per i turisti cè il gazebo dellApt in piazza Moro o quello del Cotup allaeroporto... Ma al di là di qualsiasi iniziativa, quella che deve cambiare è la mentalità. Di tutti: senza escludere questo o quello». Il bicchiere però, non è mezzo vuoto. Laforgia cita, orgoglioso e soddisfatto, le icone di san Nicola esposte al Castello Svevo. «È un successo di pubblico: 35 mila presenze, mediamente 3 mila visitatori durante ogni week-end. Tantè che abbiamo stabilito di continuare a tenere in piedi la prestigiosa rassegna fino al 10 giugno e non comera previsto, di chiuderla a maggio». Nel frattempo la Confindustria laterziana insieme con la Confcommercio di Gino Farace lavorano perché possano essere materializzati quelli che Ostillio definisce «i pacchetti per i fine settimana»: «Si tratta di una tipica operazione commerciale, ma a cui la Regione non volta le spalle. Anzi potremmo sostenerla con unadeguata campagna di comunicazione, da affiancare allorganizzazione di grandi eventi». La villeggiatura di epoca vendoliana poi, punta ad «agevolare laggregazione dellofferta». Ostillio fa sapere: «Sono numerose le piccole strutture alberghiere che campano alla giornata o attraverso il passa parola. Ma non hanno lopportunità di mettersi in contatto con i principali tour operator del mondo, gli unici che sono in grado di farla conoscere ovunque, questa Puglia. Gli imprenditori in pratica, non riescono a sopportare i costi di una manovra del genere e quindi, rinunciano. Ecco perché potrebbe intervenire, finanziariamente, lamministrazione regionale e concedere contributi a fondo perduto per favorire una efficace penetrazione dei mercati. Ma prima» avverte Ostillio «dovremo ottenere il via libera dallUnione europea: lo stesso, per capirci, che ha consentito ad Aeroporti pugliesi di avere più di 60 milioni di euro destinati ad aiuti nei confronti di quelle compagnie aeree disposte ad istituire nuove rotte». Campa cavallo? Ostillio è ottimista: «Ce la faremo al massimo, entro i prossimi tre anni». Lassessore assicura di avere le idee chiare: «La via pugliese da seguire, è quella del turismo di qualità. Né di nicchia, che è soltanto per pochi, né di massa». Bellezze naturali, buona cucina, musei, spettacoli, faranno il resto. «Ma lo sapere voi che la provincia di Taranto ha quaranta siti archeologici? Perfino io, tarantino, non lo sapevo. Sì, cè ancora tanto da mettere in mostra. In bella mostra».