Sospese le opere di rimozione e montaggio dellarredo avviate nella piazza dallamministrazione comunale Lopposizione attacca "Stanno sostituendo le antiche luminarie con anonimi pali" Il Comune: "Cera il via libera di Guglielmo. La delibera approvata giovedì" -------------------------------------------------------------------------------- «Non risulta alcuna nostra autorizzazione». Con questa motivazione Catello Pasinetti, vice soprintendente ai beni architettonici in sostituzione di Enrico Guglielmo ieri fuori Napoli, ha sospeso la rimozione dei vecchi e il montaggio dei nuovi lampioni in piazza del Plebiscito. Uno schiaffo allamministrazione comunale che aveva già inviato alla luce del sole le gru per completare tutto nella giornata. Sostituire gli storici lampioni con altri "modello autostrada" non soltanto indecorosi ma certamente offensivi per un sito che è il simbolo della città. Un blitz fallito, appena due quelli montati prima che arrivasse il no della Soprintendenza. Blitz fallito anche perché a metà mattinata è passato per piazza del Plebiscito il capogruppo comunale di An Luciano Schifone che, inorridito per la scelta dei nuovi lampioni, ha telefonato al Comune e in Soprintendenza dove i funzionari sono caduti dalla nuvole. Un rapido controllo e poi la scelta di Catello Pasinetti che ha fatto andare su tutte le furie lassessore dei Ds, Elisabetta Gambardella, da pochi mesi a Palazzo San Giacomo dopo una lunga esperienza nella circoscrizione di Montecalvario. Una scivolata del Comune, non solo in vista del Maggio dei monumenti, ma anche perché i lampioni sono diventati un terreno particolarmente a rischio dopo la morte in via Caracciolo, lo scorso 22 dicembre, di Fabiola Di Capua vittima di un palo killer. Da quel giorno sono trenta le strutture finite sotto sequestro e alcune decine quelle sostituite, soprattutto sul lungomare. «Lintervento - si difende la Gambardella - rientrava nelle attività di riqualificazione previste dal Patto per la sicurezza ed è stato autorizzato dalla Soprintendenza insieme a tutti gli altri la cui attuazione è stata deliberata giovedì scorso dalla giunta comunale. Dopo la rimozione dei "bracci" degli impianti di illuminazione, per le riscontrate oscillazioni, la Prefettura ci ha chiesto la sostituzione dei lampioni in tempi brevi e stavamo allestendo pali della luce provvisori per ristrutturare quelli storici che entro quaranta giorni provvederemo a risistemare». Tutto sospeso, ma lassessore comunque non si arrende: «Noi a Palazzo San Giacomo abbiamo tutte le carte in regola. I lavori di sostituzione continueranno e sono in ogni caso disponibile ad un incontro con il capogruppo di An Schifone, anche se attualmente non ho ricevuto nessuna richiesta». Tutto sospeso. E Schifone racconta la scoperta: «Ho telefonato al soprintendente appena mi sono accorto, passando in piazza del Plebiscito, che gli operai dellAcea, lazienda che ha lappalto per lilluminazione pubblica, stavano sostituendo le luminarie decorate con anonimi pali della luce. Ho telefonato anche al Comune e, nellassessorato competente, mi hanno detto che si trattava di una sostituzione temporanea per permettere la restaurazione dei lampioni storici. Ma le istituzioni culturali e politiche devono vigilare, è sbagliato agire in questo modo. Per evitare figuracce bisogna discutere sulle modalità di intervento e preannunciare i lavori».