Basta un niente per distruggere un secolo ai storia e di ricordi. Qualche ruspa, pochi operai e tanta polvere. E finita così Villa Soncini, una delle più antiche costruzioni del centro storico di Baggio. Dal 1 luglio la struttura di inizio Novecento, già sede di una vecchia filanda e della storica cooperativa Corridoni, è un cumulo di macerie. "Ristrutturazione ed ampliamento". Così recita il pannello informativo del cantiere. In altri termini, costruzione di una palazzina di nove piani, 40 metri di cemento armato. L'abbattimento di Villa Soncini è diventato un caso. Gli abitanti di Baggio non hanno digerito la scomparsa di un pezzo di storia del quartiere e Legambiente ha sposato in pieno la vicenda intraprendendo una battagli legale contro la nascita della mastodontica palazzina. Proprio ieri l'associazione ambientalista ha depositato un esposto in Procura contro il progetto. Il 2 settembre, inoltre, è previsto un incontro con le associazioni di zona e i consiglieri comunali per creare un fronte comune. Pare che la causa di Villa Soncini abbia unito anche esponenti di partiti di segno politico opposto. Sono infatti già 11 i consiglieri che il 31 luglio scorso hanno firmato un'interrogazione rivolta al sindaco e agli assessori competenti. «Faremo di tutto per bloccare questa oscenità - sostiene Legambiente -. Sembra di essere tornati agli anni d'oro dei palazzinari che anche oggi sono sempre in agguato. L'amministrazione è ben poco vigile, per non dire connivente». L'esposto verrà assegnato alla magistratura e dalla Procura assicurano che sarà valutato al più presto. Il fronte comune, che si è formato in meno di un mese, sta inoltre verificando la legittimità dell'intervento. L'unica traccia finora rilevati è la Dia (Denuncia Inizio Attività) con la quale il Comune avrebbe autorizzato i lavori. «Nessuno sapeva della distruzione della villa - ha detto Francesco De Carli di Legambiente -. L'amministrazione ha fatto una sorta di autodichiarazione per non far passare più nella zona questo tipo di pratiche». Il pericolo reale è che l'esempio di Villa Soncini diventi un precedente. Si può tracciare un vero e proprio quadrilatero a rischio. Si tratta di quello compreso tra via delle Forze Armate, via 2 Giugno, via Anselmo da Baggio e via Rismondo. In quest'area sono infatti 15 gli edifici storici che possono diventare preda dei costruttori. «Diventerebbe una prassi comprare le vecchie ville per abbatterle», avverte ancora Francesco De Carli. Una tendenza molto pericolosa considerando anche il valore artistico del centro antico del quartiere. Da qualche tempo, infatti, la parte storica di Baggio era stata sottoposta ad una attenta opera di ristrutturazione. L'uso del porfido e il restauro di alcune abitazioni avevano restituito dignità alla zona. «Siamo davvero felici di questa riabilitazione - racconta un abitante -.Ma Villa Soncini non dovevano togliercela». Era fortissimo l'attaccamento della gente alla casa di via Faccioli. L'ingegner Soncini, padrone della struttura, era un'istituzione nel quartiere. Conosciuto da tutti anche per qualche sua singolarità. Sembra che per anni avesse preferito vivere senza riscaldamento. «Usava solo il caminetto conferma la sua vicina -. Questa villa è ricca di ricordi e di aneddoti. Quando l'hanno abbattuta è stato il giorno più triste della mia vita». Insieme all'edifìcio è stato tolto un piccolo boschetto. Alberi d'alto fusto che si inserivano armonicamente con le con le costruzioni di via Faccioli. «C'erano delle piante meravigliose - continua la vicina -. Tanti nidi e un profumo dolcissimo. Ora invece, quando mi affaccio dal balcone, vedo solo un cumulo di macerie». La palazzina di nove piani che dovrebbe sorgere in quell'area, difficilmente si inserirà nel contesto edilizio presente. Il cemento armato andrà a fare da contraltare al vecchio campanile della chiesa poco distante. Le ruspe e gli operai, il primo luglio scorso, non hanno abbattuto solo Villa Soncini, hanno spazzato via tanti anni di vita vissuta, tanti ricordi che difficilmente una palazzina di 40 metri potrà sostituire.