Acquisiti progetto e documenti, la Procura ha formalizzato l'inchiesta. CAGLIARI. Progetto, atti autorizzativi e documenti sulla ristrutturazione di palazzo Aymerich sono nelle mani del sostituto procuratore Daniele Caria, che ha aperto formalmente un fascicolo contro ignoti sull'ipotesi di violazione delle norme che regolano il vincolo monumentale, norme che sembrerebbero precludere qualsiasi intervento sull'antico edificio di Castello. La polizia giudiziaria ha fatto visita nei giorni scorsi agli uffici della sovrintendenza archeologica e in quelli della sovrintendenza ai beni architettonici e monumentali: tempo poche ore e sulla scrivania del pm c'era quanto basta a elaborare un quadro esaustivo della vicenda. Caria aveva già acquisito le autorizzazioni del Comune, che ha difeso sino in fondo il progetto privato, come dire la trasformazione quasi totale del palazzo in residence, con l'incorporazione nella struttura del portico Laconi che si apre su via dei Genovesi. Progetto aspramente contestato prima dal Gruppo di intervento giuridico e dagli Amici della Terra, autori dell'esposto-denuncia alla Procura. Poi da un comitato di cittadini, in prevalenza abitanti del quartiere Castello. Il cantiere è fermo dal 20 dicembre scorso, quando la sovrintendenza ai monumenti ha disposto la chiusura per stabilire se sia necessario mettere un vincolo assoluto - come bene culturale di particolare pregio - sul palazzo. La decisione - leggi alla mano - dovrà arrivare entro 210 giorni dal provvedimento di stop. Il percorso investigativo della Procura è piuttosto chiaro, imperniato com'è su un interrogativo rimasto finora senza risposta: perchè le sovrintendenze sono intervenute prima con un'ispezione e poi con il blocco dei lavori solo dopo l'iniziativa delle due associazioni ecologiste e dopo la mobilitazione dei cittadini? Progetto, carteggi vari e autorizzazioni erano stati depositati in tempo dall'impresa, che ha avviato l'intervento in perfetta regola. Se qualcosa non quadrava, perchè gli uffici sono rimasti a guardare? Fino a questo momento la Procura non ha accertato responsabilità dirette da parte di dirigenti o funzionari. L'inchiesta però è in pieno corso e le verifiche sugli atti potrebbero portare già a breve scadenza novità interessanti. Il sovrintendente ai beni architettonici di Cagliari e Sassari Stefano Gizzi era stato categorico: per palazzo Aymerich serve un intervento di recupero di quel che all'interno ancora esiste, archi e non solo. La demolizione va fermata. Mentre la sovrintendenza ai beni archeologici si era mostrata prudente: «Quell'area - aveva detto Vincenzo Santoni - viene considerata di massima attenzione per i reperti archeologici. Il che significa che noi dobbiamo visionare tutte le opere che implicano anche degli scavi». L'iter che ha portato agli attuali lavori di ricostruzione sul palazzo Aymerich si era concluso con un accordo siglato tra il Comune, le due soprintendenze ai beni archeologici e ai beni architettonici, e l'ufficio del paesaggio della Regione. In quell'intesa il ripristino totale era stato previsto solo per il portico Laconi, sulle mura del palazzo. Se l'intervento non deve superare la cubatura precedente - sei piani secondo una ricerca su elaborati catastali - è possibile la costruzione di un edificio totalmente nuovo. E questo perchè la zona viene considerata «area attualmente vuota», mentre così non è: nel palazzo Aymercih ci sono parti di mura integre, così come cantine e diversi archi.
PALAZZO AYMERICH. Perché i lavori sono andati avanti?
La Procura di Cagliari ha formalizzato un'inchiesta sull'ipotesi di violazione delle norme che regolano il vincolo monumentale per il palazzo Aymerich. Il progetto di trasformazione del palazzo in residence è stato avviato dall'impresa, che ha ottenuto le autorizzazioni del Comune. Tuttavia, la sovrintendenza ai beni architettonici e ai beni archeologici ha bloccato i lavori il 20 dicembre scorso, stabilendo la necessità di stabilire se il palazzo debba essere dichiarato bene culturale di particolare pregio. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti e sta indagando su come le sovrintendenze abbiano interagito con l'impresa.
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