Cortina d'Ampezzo - IL GRANDE collezionismo di opere d'arte è in crisi. La borghesia italiana e le imprese sembrano poco interessate all'acquisto di oggetti preziosi. Una tendenza negativa antica, nonostante in passato l'Italia abbia annoverato casi eccellenti di mecenatismo e collezionismo, non solo in seno a famiglie benestanti e nobili, ma anche e per conto di banche e aziende. Il motivo lo ha spiegato, al Pala-volkswagen di Cortina, Armando Peres, assessore alla cultura di Venezia, che - insieme a Philippe Davcrio, critico d'arte e conduttore televisivo, e a Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei di Venezia - ha presentato il libro di Paolo Barozzi Con Peggy Guggenheim: tra storia e memoria (Marinoni), dedicato a uno straordinario esempio di mecenatismo, che ha dato a Venezia una grande Fondazione impegnata nella diffusione dell'arte contemporanea. «Negli Stati Uniti l'acquisto di opere d'arte è detraibile dalle tasse. Ecco perché le grandi aziende sostengono gli artisti e comperano le loro opere. Da noi - ha spiegato Peres - non esiste una legge o un corpus di leggi che sostenga il collezionismo». L'assessore alla cultura ha anche annunciato per novembre, a Venezia, l'apertura del Salone dei Beni Culturali, «un luogo dove mi auguro si possa discutere e capire quale sarà il ruolo del museo in futuro. Portare il business nei musei - ha aggiunto - è un'idea condivisibile, ma quando le esposizioni vengono ristrette al 40 per cento dello spazio, mentre il resto è adibito a coffee-shop e gadget, forse si sta percorrendo una strada pericolosa per l'arte, una strada che bisogna interrompere».
Dalle tasse alt al collezionismo
Il collezionismo di opere d'arte è in crisi in Italia. La borghesia e le imprese sembrano poco interessate all'acquisto di oggetti preziosi. Armando Peres, assessore alla cultura di Venezia, ha spiegato che la mancanza di una legge o di un corpus di leggi che sostenga il collezionismo è il motivo principale. Inoltre, ha annunciato l'apertura del Salone dei Beni Culturali a Venezia, dove si potrà discutere del ruolo dei musei nel futuro. Peres ha anche espresso preoccupazione per il fatto che le esposizioni nei musei siano sempre più ristrette e che il museo sia diventato un luogo per vendere gadget e coffee-shop. Questa tendenza potrebbe essere pericolosa per l'arte.
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