Veramente un lodevole progetto quello dell' ideale ponte culturale e artistico proteso tra Danubio e Adriatico, atto a collegare l'attività del rinnovato Museo Nazionale Archeologico di Adria con l'esposizione di tesori di straordinaria bellezza provenienti dal Museo Nazionale di Belgrado, in fase di ristrutturazione. Per sottolineare l'importanza dell'evento, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Veneto, organizzerà all'interno del museo adriese una mostra archeologica di assoluta novità: "Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l'Adriatico", che si aprirà il prossimo 7 luglio e durerà fino al 13 gennaio. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della rassegna, svoltasi a Rovigo, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Antonio Finotti, ha sottolineato la "felice coincidenza" per cui il museo italiano, fresco di restauro, potrà ospitare 200 tra i reperti archeologici più preziosi del museo serbo, ribadendo "la valenza di queste manifestazioni atte ad esaltare non solo arte e cultura, ma anche lo sviluppo sociale ed economico del territorio". Presentando i contenuti della mostra, Simonetta Bonomi, direttore del Museo di Adria, ha illustrato il bel matrimonio artistico che si avrà in luglio "sul filo conduttore del Mar Adriatico (a cui Adria ha dato il nome) che bagna noi ad Occidente e i Paesi Balcanici ad Oriente, fil rouge la cui importanza ci proponiamo di far comprendere ai visitatori, consapevoli delle similitudini e differenze intercorse tra una città portuale, mercantile e borghese come è stata Adria del VI secolo a. C. e la società aristocratica balcanica, fiera e guerriera". A tradurre la presentazione di Tatjana Cvjeticanin - direttore del museo di Belgrado - ha provveduto lo storico dell'arte Giovanni Gentili curatore artistico della mostra, mentre sullo schermo scorrevano immagini dei fulgenti reperti: braccialetti di rara bellezza, maschere auree, satiri e altre inestimabili preziosità. L'assunto precipuo della Cvjeticanin - direttore di un museo i cui restauri non finiranno prima del 2010 - sembra essere quello di sottolineare il paragone fra le due culture, offrendo ai visitatori tesori di tombe principesche, statue di bronzo e marmo, oreficerie e argenterie, ambre di altissimo livello, esponendoli per la prima ed unica volta ai visitatori italiani. Non oggetti recuperati dai depositi, ma veri gioielli delle collezioni greche e romane del grande museo serbo, pronte a documentare mille anni di storia degli antichi popoli balcanici dall'VIII secolo a. C. fino alla prima età romana. Quando la Serbia era la Misia Superiore. Il curatore della mostra ha posto in luce anche "l'intento di promuovere la Serbia oggi, mentre soffre un isolamento politico-culturale, sottolineando i capolavori delle sue collezioni". Tra questi ha ricordato quelli tratti dagli scavi della chiesa di San Pietro, situata in un piccolo paese, da cui si sono ricavati ori, argenti e 8.000 pezzi di ambra. Entrando nello specifico delle meraviglie ritrovate in terra serba, Gentili ha ricordato, fra l'altro, il tesoro argenteo da mensa di fattura italiana e i due Satiri, due eccezionali bronzi, il primo conosciuto come il "Satiro suonatore" e il secondo come il "Satiro danzante". In Adria si potrà ammirare una maschera funeraria in oro risalente al settimo secolo avanti Cristo, dotata di una magica espressività. Una mostra da non perdere, dunque, a testimonianza di due civiltà, sintetizzate in una sola occasione comprensiva di due grandi eventi.
Adria. Ponte tra il Danubio e l'Adriatico
La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Veneto, organizza una mostra archeologica intitolata "Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l'Adriatico" presso il Museo Nazionale Archeologico di Adria. La mostra si aprirà il 7 luglio e durerà fino al 13 gennaio. I reperti esposti provengono dal Museo Nazionale di Belgrado, in fase di ristrutturazione. La mostra presenterà 200 reperti archeologici, tra cui braccialetti di rara bellezza, maschere auree, satiri e altre inestimabili preziosità.
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