Dopo le accuse il vice premier frena sulle Caviate: «Non contesto il porto ma l'albergo di 8 piani». Ma i due esperti dei Ds promuovono il progetto: «Non comporta impatti rilevanti sull'ambiente» LECCO. Venti di bufera ad increspare le acque delle Caviate dove dovrebbe sorgere il nuovo porto di Lecco con «annessi e connessi». Le clamorose esternazioni di Francesco Rutelli, vice premier e ministro ai Beni culturali, che ha paragonato il progetto del porto in località Caviate ad uno dei tanti ecomostri che infestano le coste italiane, hanno avuto l'effetto di un «tivano» impetuoso nel golfo. Da una parte i sostenitori di questa battaglia moralizzatrice -con in prima fila le associazioni ambientaliste e il Comitato cittadino di Lecco che si oppone al progetto - e dall'altro chi sottolinea come il vice premier abbia parlato di una cosa che conosce da lontano. Lo stesso Rutelli, tuttavia, nella giornata di ieri ha rettificato il tiro. Attraverso il compagno di partito e parlamentare lecchese Antonio Rusconi ha infatti fatto sapere di «non essere affatto contrario al porto ma di avere espresso un parere critico sull'albergo di otto piani sulla base della relazione della Soprintendenza». I due esperti dei Ds che hanno studiato il progetto, dicono: «II complesso non presenta impatti rilevanti». Una bomba buttata nel lago. Le clamorose esternazioni di Francesco Rutelli, vice premier e ministro ai Beni culturali, che ha paragonato il progetto del porto in località Caviate ad uno dei tanti ecomostri che infestano le coste italiane hanno suscitato pareri opposti e contrastanti. Da una parte i sostenitori di questa battaglia moralizza-trice - con in prima fila le associazioni ambientaliste e il Comitato cittadino di Lecco che si oppone al progetto - e dall'altro chi sottolinea come il vice premier abbia, in buona sostanza, parlando di una cosa che conosce solo da lontano. Ma tutti, oggettivamente, sono concordi nel ritenere che l'affermazione del ministro secondo la quale «si vogliono devastare meraviglie» , per il porto di Lecco è francamente eccessiva. L'area delle Caviate, al di là di quello che si pensa sul porto e il progetto nel suo insieme, è tutta tranne che una meraviglia della natura ma, piuttosto, una zona devastata dalla viabilità (strada e ferrovia) e proprio alle pendici del monte marcio. Lo stesso Rutelli, tuttavia, nella giornata di ieri ha rettificato il tiro. Attraverso il compagno di partito e parlamentare lecchese Antonio Rusconi ha infatti fatto sapere di «non essere affatto contrario al porto di Lecco ma di avere espresso un parere critico sull'albergo di otto piani sulla base della relazione della Soprintendenza di Milano». In altre parole: sì al porto «del tutto funzionale al rilancio del turismo» e no «all'albergo di otto piani». Per dirla con il parlamentare lecchese «secondo il vice premier e ministro ai Beni culturali i volumi edilizi del progetto vanno cambiati e ridimensionati. Ma quando si parlava di eco-mostri non si riferiva certo a Lecco, quanto ad altri casi clamorosi». Non tutti però l'hanno capito. Secondo Barbara Meggetto, responsabile per Legambiente Lombardia della Goletta dei laghi non ci sono dubbi: «Bene ha fatto il ministro a far sentire la propria voce e a bloccare progetti devastanti come quello di Caviate, dove si è temuta la realizzazione di un albergo a 8 piani sulla rive del lago di Corno. Avevamo temuto che territori di rara bellezza potessero essere violati da ulteriori colate di cemento arrivando a minarne definitivamente l'integrità ambientale anche con ripercussioni sul turismo». Dello stesso avviso, evidentemente, anche Giulia Mozzoni Crespi, presiden-tessa del Fai che parla di grande ammirazione e incondizionato appoggio al ministro Rutelli per la sua campagna a favore del paesaggio italiano. Il FAI «condivide il gesto preventivo per quello che sarebbe stato l'ecomostro di Lecco». Una campagna che sembrerebbe trasversale. Persino Antonio Gentile, senatore di Forza Italia e segretario della Commissione Parlamentare Antimafia manifesta apprezzamento per Rutelli. Più ragionata - non foss'altro perché il problema è ben noto e viene affrontato con attenzione da mesi - la posizione del Comitato di cittadini sorto in città e del quale fanno parte associazioni ambientaliste e alcuni partiti politici: dai Verdi a Rifondazione Comunista, da Mauro Fumagalli dell'Udeur ai Radicali Rosa nel Pugno fino a Stefano Angelibusi, capogruppo dei Democratici di Sinistra in Consiglio comunale a Lecco. Nel documento che sarà esaminato nella riunione pubblica del prossimo 11 aprile nella sede della Popolare di Sondrio, infatti, citano il parere negativo della Soprintendenza («la proposta progettuale deve essere radicalmente ripensata») e sostengono che la struttura «risulterebbe fortemente impattante sotto ogni punto di vista e invasi-vo dello specchio d'acqua, con aspetti penalizzanti per la pesca, la riproduzione ittica, la pratica del nuovo, la potabilità dell'acqua. Il vero turismo, concludono, si sostiene e si incrementa con un buon servizio di trasporto pubblicò lacuale, con la costruzione di approdi temporanei, non con maxiporti in posti non adatti, funzionali solo con pericolose e proibite invasioni di alveo lacuale». PORTO TURISTICO. Una diga frangiflutti galleggiante ancorata mediante elementi elastici a corpi morti posati sul fondo; una banchina che delimita il perimetro interno del bacino ed ha una larghezza di circa 15 metri dal profilo della strada; 9 pontili per l'ormeggio di circa 300 imbarcazioni. ALBERGO. La struttura turistico ricettiva sarà composta da un Hotel di categoria 4 stelle, affiancato da un volume su due piani che ospiterà i ristoranti con accesso separato dalla hall dell'albergo, La struttura alberghiera avrà 114 camere e si comporrà di otto livelli fuori terra, di cui i primi due ospitano parti comuni e servizi. LE CASE. Sono stati individuati due ambiti residenziali distinti. Il primo prevede una nuova costruzione che si colloca nell'area a sud della struttura turistico-ricettiva con due differenti altezze: rispettivamente di tre e cinque livelli fuori terra mentre il corpo lineare principale si sviluppa su sei piani fuori terra. Il secondo ambito comprende l'ampliamento eo la nuova costruzione di un edificio residenziale esistente.