Entro lestate lapertura dellarea archeologica a Castel Fiorentino. Un parco nel nome di Federico II Fu a Castel Fiorentino che Federico II perse la vita ed è qui, in questo tassello mancante della Puglia federiciana, che, entro lestate, aprirà al pubblico un parco archeologico ad hoc. Larea, nel territorio di Torremaggiore, è stata infatti oggetto di scavi da parte della Soprintendenza della Puglia. A venire a galla una zona urbana e la domus federiciana. «Unulteriore e preziosa testimonianza della presenza del Puer Apuliae nella regione». La soddisfazione degli archeologi: "Unulteriore testimonianza sulla presenza del Puer Apuliae qui" Linaugurazione a Castel Fiorentino entro lestate: gli scavi, finanziati nel 2003, sono stati appena ultimati Federico II allarga i suoi domini. Unaltra tessera va a comporre quel variegato mosaico fatto di storia e leggenda legato alla presenza dellimperatore in Puglia. Castel Fiorentino, il borgo medievale nelle campagne del Foggiano in cui Federico II trascorse gli ultimi giorni di vita, diverrà un parco archeologico entro lestate. Il territorio che accolse lo Stupor Mundi in punto di morte fu abbandonato nel XV secolo e poi utilizzato per il pascolo. Gli scavi e i lavori di restauro e conservazione, promossi dal Comune di Torremaggiore attraverso i 750mila euro finanziati con laccordo di programma quadro del 2003 tra ministero per i Beni e le attività culturali e Regione, sono stati coordinati dalla soprintendenza archeologica e condotti da Francesco Carofiglio e Austacio Busto con la partecipazione dellUniversità di Bari. «Non si tratta del primo scavo - spiega Maria Stella Calò Mariani, ordinario di storia dellarte medievale e moderna allUniversità di Bari - negli anni Ottanta abbiamo ripreso gli studi dellarcheologo tedesco Arthur Haseloff dei primi del Novecento sui villages desértés della Capitanata, individuando Castel Fiorentino come primo obiettivo». Allinizio dei lavori, quel che rimaneva dellantico Florentinum era soltanto una torre. Gli scavi individuarono una zona urbana e la domus federiciana. «Nel 1992 ci fu un altro scavo, sospeso per mancanza di fondi - ricorda Carofiglio, archeologo medievalista - quindi si è partiti dal recupero dei vecchi scavi e dal restauro della domus per poi investigare sulla cattedrale, che fu sede di diocesi, e procedere al recupero dellarea urbana, dove abbiamo individuato un vecchio forno del diametro di tre metri». Allinteresse storico-artistico per il piccolo centro medievale si aggiunge la suggestione del mito. Nel dicembre del 1250 limperatore di Svevia si trovava a Foggia e in uno dei suoi spostamenti fu colto da un malore e costretto a fermarsi a Fiorentino. La leggenda racconta che gli fu preparato il letto in una camera della torre del castello, con la testata addossata alla parete. Mentre giaceva malato, si ricordò di quanto gli avevano predetto gli astrologi: sarebbe morto presso le porte di ferro, in una città il cui nome conteneva la parola fiore. Per questo motivo Federico aveva evitato di visitare Firenze. Non aveva però considerato lesistenza di Fiorentino. Limperatore ordinò allora che fossero esaminati i muri della torre in cui giaceva. Si scoprì che nello spessore della muraglia, proprio nella parte dove si trovava in letto, era celata una porta di ferro. Fu allora che esclamò: «Questo è il luogo della mia fine, come mi era stato predetto. Sia fatta la volontà di Dio». «La suggestione del mito rende Fiorentino un luogo magico - commenta Carofiglio - anche se in questo caso è la contingenza, e non la volontà dellimperatore, che lo ha reso una tappa dellitinerario federiciano. Credo che abbia tutte le potenzialità per una valorizzazione turistico-culturale». La vita avventurosa di Federico e i suoi legami con lastrologia e la negromanzia hanno fatto sì che anche in altri luoghi il suo passaggio si intrecciasse alla leggenda. Si narra di un possibile incontro tra limperatore e san Francesco dAssisi nel castello svevo di Bari. Federico, a conoscenza di quello che il frate predicava nel regno, lo avrebbe invitato per mettere alla prova la sua castità. Mentre si accingeva a riposare sulla nuda terra nella camera che gli fu preparata, limperatore gli mandò una donna giovane e bella. Il frate non si scompose e invitò la fanciulla a stendersi sul giaciglio accanto a lui. Il castello di Gioia del Colle si lega invece alla leggenda di Bianca Lancia, forse lunica donna che riuscì a conquistare veramente il cuore dellimperatore. Federico la rinchiuse in una torre durante la gravidanza di Manfredi per un sospetto di infedeltà. Bianca Lancia non poté resistere allumiliazione: si tagliò i seni e li inviò allimperatore assieme al neonato, morendo di lì a poco. Da allora si dice che ogni notte nella torre dellimperatrice si oda un flebile lamento.