Il soprintendente Bottini: "Senza questa fermata non ha senso la linea C". Sondaggi per una stazione accanto al Vittoriano La questione della stazione della metro C a piazza Venezia diventa sempre più scottante, tanto da alimentare voci sulla cancellazione dal progetto a causa della quantità di antichità ritrovate. Soluzione che il soprintendente per i Beni archeologici, Angelo Bottini, nega: «La stazione di piazza Venezia è ineliminabile. Se si fa la metro C, si deve fare la stazione di piazza Venezia». Però è vero, aggiunge, «che in quello scavo abbiamo avuto esiti molti interessanti, al di là di qualunque aspettativa. Ci siamo trovati di fronte a una straordinaria stratigrafia di strutture che culminano in unofficina di produzione di vetri del XV secolo». La scelta quindi è obbligata: spostare la stazione. «Stiamo facendo saggi preliminari allimbocco di via dei Fori Imperiali. Fino ad oggi, lo scavo non ha dato esiti archeologici». Se ne dovesse dare, spiega Bottini, la decisione di cosa fare dovrebbe essere politica. «Il nostro intervento è solo tecnico. Daltra parte, era chiaro sin dallinizio che sarebbe stato impossibile fare la metropolitana in quel punto senza rimuovere testimonianze archeologiche. Quindi, non è che se si hanno dei ritrovamenti non si fa la metro, bisogna piuttosto individuare dove questa interferenza tra metro e antichità provoca meno danno». E il terreno "vergine" «è nelle zone degli sventramenti otto-novecenteschi: nei pressi del Vittoriano, dove furono realizzate imponenti fondazioni, e intorno al palazzo delle Generali», spiega il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca. Larcheologo sta lavorando «con lobiettivo che sia individuata larea». Le "Memorie dal sottosuolo" (titolo della bella mostra di piazza della Repubblica, prolungata fino al primo luglio) si arricchiscono grazie ai cantieri della metro. E la soprintendenza statale ha aperto da ieri al pubblico sul suo sito (www. archeorm. arti. beniculturali. it) il percorso degli scavi con schede e foto dei ritrovamenti.