Ridotto il verde, abitanti disorientati. Sgarbi: "Già molte segnalazioni". Gli esperti "Restauro filologico basato sul passato" Lottantenne Franco mostra alla sua signora come stanno riducendo la piazza delle Armi, il luogo più arioso del castello Sforzesco. «Guarda lì. Ti ricordi i tassi monumentali e le aiuole? Erano almeno una ventina, ne sono rimasti due». E là dove cera lerba, spiega, ora cè una distesa di acciottolato. «Per le signore, per noi anziani, non è comodo camminare lì sopra». Franco, residente in piazza Castello, da anni tempesta tutte le autorità di lettere e petizioni («forse riesco a far spostare il Milano Film Festival») ma non è lunico a sollevare perplessità sui nuovi lavori di risistemazione della pavimentazione "a rizzarda", già contestata in altre parti della città per la sua scomodità. A fine mese una prima parte dei lavori dovrebbe essere consegnata, il resto sarà concluso entro settembre. Per quella data ciottoli e lastre di beola grigia avranno preso il posto della ghiaia e dei mattoni in porfido. Un intervento costoso - 2,2 milioni di euro - che non tutti apprezzano. «Mi hanno già segnalato la cosa - spiega Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune - e temo che i residenti abbiano qualche buona ragione per lamentarsi. Farò subito un sopralluogo per verificare. I lavori sono stati interamente condotti dalla Soprintendenza. E si presume che i soprintendenti facciano il loro lavoro...». I tecnici del ministero ai Beni culturali il loro lavoro lhanno fatto fino in fondo, è pronta a giurare Maria Teresa Fiorio, fino a poche settimane fa - prima del "pensionamento" voluto proprio da Sgarbi - sovrintendente al Castello. «È un restauro filologico, che rispetta integralmente le indicazioni dellarchitetto Luca Beltrami, con le stesse ripartizioni delle aiuole e la stessa quantità di verde, sebbene quella non sia mai stata una vera e propria area verde. È stato un semplice manto erboso senza particolari piante. Quel che cera fino a pochi mesi fa non era una pavimentazione pensata. Posso capire le perplessità per la scomodità dellacciottolato. Ma questo è quello che prevedeva il progetto di Beltrami. E leventuale disagio dellacciottolato è limitato perché ci sono delle guide che conducono fino agli altri cortili». E Antonio Acerbo, direttore centrale dellarea tecnica del Comune, chiede ai milanesi di capire: «Quella che i cittadini ricordano è la piazza delle Armi degli ultimi venti o trentanni, che probabilmente è unaltra cosa rispetto alloriginale storico». Né bisogna preoccuparsi se si stanno rimuovendo i mattoni in porfido che facevano molto Cinquecento: «Non erano antichi, è materiale molto recente, di trentanni fa». Nessuna preoccupazione per il verde, infine: «Rimarrà la stessa quantità di prima». Ma se si confrontano le foto di inizio Novecento con la fisionomia che la piazza va assumendo in questi giorni, è un po difficile convincersi che tutto sia tornato comera un tempo.