Cè una svolta nella tormentata vicenda della lottizzazione di fronte al Castello di San Giorgio e al Palazzo Ducale di Mantova. La Direzione regionale per i Beni culturali della Lombardia e la Soprintendenza ai beni architettonici hanno proposto un vincolo sullarea dove sarebbe dovuto sorgere un quartiere più un albergo, per un totale di centottantamila metri cubi. Il vincolo, si legge nella relazione che laccompagna, serve per impedire che la visuale da e verso lo straordinario complesso monumentale della città sia deturpato. La tutela si estende sullintera zona dei laghi che circondano le mura. Che dovrà restare inedificata. Il provvedimento è stato presentato ieri dalla direttrice regionale Carla Di Francesco, dal soprintendente Luca Rinaldi e dal sindaco della città, Fiorenza Brioni, che da quando regge il Comune si è battuta per bloccare le costruzioni, autorizzate invece dalla precedente amministrazione (entrambe di centrosinistra). La battaglia è stata dura, a colpi di ricorsi amministrativi e di esposti. Ma anche di denunce, come quella che Fiorenza Brioni ha presentato per una serie di intimidazioni. A fianco del sindaco si sono schierate le associazioni ambientaliste e sono intervenuti anche i ministeri dellAmbiente e dei Beni culturali. Larea ha un grandissimo pregio, ha ricordato Di Francesco. È la cornice della sagoma rinascimentale di Mantova ed è raffigurata nello sfondo della Morte della Vergine di Andrea Mantegna e di molte altre vedute. Brioni ha parlato di «grande vittoria» della sua amministrazione: «Come sindaco e prima ancora come cittadina, amo la mia città, amo le sue armonie, i suoi colori, le sue mura di pietra e dacqua».