MORBEGNO Gli affreschi di Palazzo Malacrida sono un affare privato. Saranno una fondazione svizzera, la Dalzbalz Baechi di Zurigo, insieme alla società Stelline del gruppo Credito Valtellinese, infatti, a prendersi cura del patrimonio artistico pubblico contenuto nella settecentesca dimora morbegnese che domina il centro storico della città. È una novità di questi giorni, infatti, che le due fondazioni si siano messe in contatto con l'amministrazione comunale per proporre il recupero delle opere presenti nell'antico edificio, uno dei gioielli di Morbegno. «Ci siamo incontrati lunedì con il responsabile della fondazione di Zurigo interessata al recupero degli affreschi del Malacrida - comincia a spiegare l'assessore all'Urbanistica Alberto Gavazzi - si tratta di un ente che da anni si occupa di questo genere di interventi e che, con nostro piacere, tramite il Credito Valtellinese ci ha contattato perché particolarmente colpito dai lavori contenuti nel palazzo». Un interessamento che si tradurrà in un investimento economico e quindi "operativo" sul recupero degli affreschi ai quali pare sia interessata anche la società Stelline. «L'impegno dei privati sarà definito nei prossimi giorni - prosegue Gavazzi -. Siamo ovviamente compiaciuti di questa attenzione e della volontà di mettere mano al patrimonio artistico del palazzo che rappresenta uno dei simboli della città». Alla bella novità riguardante i mecenati del Malacrida si aggiungono i lavori di sistemazione che dovranno interessare l'edificio. «Il progettista al quale abbiamo affidato lo studio sul palazzo ci ha fatto sapere della necessità di interventi strutturali che saranno quantificati in termini economici in questi giorni - conferma Gavazzi - si tratta delle opere di consolidamento statico che dovranno essere portate a termine naturalmente prima dell'intervento sugli affreschi entro quest'anno». In questo caso il comune dovrà fare i conti con l'aspetto economico dell'intervento - che si aggira sui 500mila euro -. Ma il Malacrida sarà protagonista anche di altre iniziative pubbliche. In base al testamento di un'anziana donna milanese, Rosanna Tansini, l'amministrazione è diventata titolare di parte dei suoi beni in cambio della realizzazione di un museo di abiti d'epoca, che, in base alla volontà della defunta, dovrà essere realizzato entro 2 anni proprio nell'edificio del rione Scimicà. Tutto il mobilio e l'arredamento completo (quadri, piatti antichi eccetera) dell'appartamento morbegnese di Tansini, vengono donati al Comune, così come il mobilio e l'arredamento della casa di abitazione di Milano dove è presente anche la raccolta degli abiti d'epoca (1890-1950) delle sue antenate e relativi accessori (ventagli, borsette, scarpe).