ROMA - Con un decreto, Giuliano Urbani ha fissato la nuova pianta organica del suo ministero. E, come sempre si fa con le piante organiche, si è tenuto largo: i posti necessari per far andare avanti i Beni culturali sarebbero 24.550, cioè 2.398 più dei dipendenti attuali. Non che di queste duemila e quattrocento persone non ci sia bisogno. Al contrario, ce n'è tanto bisogno che negli ultimi anni il ministero ha fatto ampio ricorso ai cosiddetti "precari". Sono circa 2.100 i lavoratori impiegati con contratti a termine. La maggior parte sono entrati come custodi di musei e siti archeologici in occasione del Giubileo del 2000, e per questo ancora oggi sono chiamati "giubilari". Il decreto di Urbani punta proprio a risolvere il problema dei precari, nel tentativo di rispondere alle tante sollecitazioni dei sindacati. Il testo del provvedimento prevede esplicitamente che per le assunzioni si attinga proprio al personale già in servizio a tempo determinato: 1.541 custodi giubilali (da inquadrare con qualifica B1) e 727 assistenti tecnici museali (come B3). Gli altri 130 posti dovrebbero essere assegnati a vincitori di concorsi già conclusi (mentre verrebbero esclusi gli "idonei" che non hanno vinto). Così prevede il testo firmato da Urbani. Il rischio però è che questo decreto rimanga una bella dichiarazione d'intenti senza effetti concreti. Perché scrivere le piante organiche è una cosa, assumere davvero è un'altra. Per assumere ci vogliono i soldi. Quindi ci vuole l'autorizzazione del Tesoro. Già nel marzo scorso Urbani aveva scritto al ministro dell'Economia Tremonti per segnalare «la questione relativa alla stabilizzazione del personale precario». Ma la lettera sembra aver avuto scarso successo: per quest'anno il governo ha concesso ai Beni culturali appena 40 assunzioni. Se ne riparia per il 2004. Riuscirà Urbani a strappare tutti quei posti di lavoro in più? E' ottimista Vincenzo Monfrecola, del sindacato autonomo Flp-Usae: «Sicuramente la predisposizione del nuovo organico è un grosso passo in avanti sia per la definitiva stabilizzazione dei precari sia per assicurare una maggiore fruibilità del prodotto culturale».
Beni culturali, Urbani vuole 2.400 assunzioni
Il ministro Giuliano Urbani ha emesso un decreto che prevede l'assunzione di 24.550 nuovi dipendenti nel ministero dei Beni culturali. Ciò significa 2.398 posti in più rispetto ai dipendenti attuali. Il decreto punta a risolvere il problema dei precari, che sono circa 2.100 lavoratori impiegati con contratti a termine. Il testo del provvedimento prevede l'assunzione di 1.541 custodi giubilali e 727 assistenti tecnici museali. Gli altri posti dovrebbero essere assegnati a vincitori di concorsi già conclusi.
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