MILANO - Dall'altra parte della barricata, dalla parte dei produttori e dei distributori la percezione di un rischio occupazione nel mondo del cinema si assottiglia, non perde consistenza ma viene ridimensionato alla luce di un quadro generale, positivo, che vede le produzioni italiane in testa al box office, dietro solo agli Stati Uniti. E così Giampaolo Letta, amministratore delegato e vicepresidente di Medusa Film nel sottolineare come in generale «ci sia una ripresa» invita «a non leggere i dati di anno in anno, ma a considerarli sul lungo periodo». «Quel che è certo dice Letta è che cresce l'interesse del pubblico nei confronti del cinema italiano, non c'è più la diffidenza di un tempo. Allo stesso tempo l'offerta si è fatta sempre più interessante». Segno che la «strada» intrapresa è «positiva». Tanto che Medusa dopo una stagione de ha visto i successi di film come «Ricordati di ne», «Prendimi l'anima» e «Pinocchio» (che con oltre 24milioni di incasso e 4.322.392 spettatori nel 2002 è stato campione di incassi dietro all'americano Harry Potter e la Pietra filosofale) si prepara a rafforzare il proprio impegno puntando alle 10-12 produzioni all'anno, per un investimento di 45 milioni di euro. Certo l'introduzione di misure fiscali, sulla scia di quanto in questi giorni ha annunciato in Francia il premier Jean Pierre Raffarin per favorire la localizzazione Oltralpe delle riprese di film e serial Tv, darebbe «un sostegno concreto all'occupazione di un settore». Che spesso imprigionato in un mercato costellato da poche major e da molte piccole imprese, fa fatica a diventare sistema e ad acquisire una riconoscibilità e una capacità di "pressione" pari ad esempio al sistema Moda. Dalla produzione alla distribuzioni, il cambio di organizzazione del lavoro che, negli ultimi anni, ha portato molte società a ridurre la mappa delle agenzie territoriale ha avuto un impatto anche sul piano occupazionale. «Il taglio degli agenti a favore di un accentramento del processo di distribuzione spiega Filippo Roviglioni, direttore generale di 01 Distribution la società partecipata da Rai Cinema per la distribuzione è possibile che abbia provocato una riduzione di personale. Di poche unità però. È comunque compensata dalla necessità di rafforzare proprio le strutture centrali alla luce dei nuovo compiti. Di fatto più che di un ridimensionamento si è trattato di una transazione, di un trasferimento di addetti». Un riassetto del settore, dunque, che non ha provocato «grossi danni». Come quello che ha portato alla chiusure, di molte monosale a favore delle multi sale: «Sono esercizi continua Roviglioni che occupano decine e decine di addetti, spesso giovani».
I produttori: servono sgravi fiscali
Il settore cinematografico italiano sta vivendo una ripresa positiva, con le produzioni italiane che occupano il secondo posto al box office, dietro solo agli Stati Uniti. Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film, sottolinea che l'interesse del pubblico nei confronti del cinema italiano sta crescendo, e che l'offerta si è fatta sempre più interessante. Medusa Film si prepara a rafforzare il proprio impegno con 10-12 produzioni all'anno, investendo 45 milioni di euro. L'introduzione di misure fiscali per favorire la localizzazione delle riprese di film e serial TV all'estero potrebbe dare un sostegno concreto all'occupazione del settore.
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