Nel 2006 Pil veneto all'1,9: con Emilia Romagna è il migliore tasso di crescita nazionale Nordest ancora una volta locomotiva della ripresa Lo rileva l'indagine di Unioncamere su tutti i settori dell'economia della regione Crescita record del manifatturiero, boom dell'industria turistica. In rialzo commercio e servizi, agricoltura stabile Buone anche le previsioni per il 2007 Venezia. Crescita del 1,9 per il Veneto, in linea con il dato italiano che inverte finalmente la rotta. Lo annuncia la relazione sulla situazione economica del Veneto nel 2006 su stime di Unioncamere. Un punto di osservazione importante perchè tiene conto di tutte le componenti dell'economia: industria, artigianato, commercio, turismo, agricoltura. La crescita dell'economia regionale è stata sostenuta dal risveglio dell'industria manifatturiera (4), che ha beneficiato della vivace dinamica delle esportazioni e dal boom dell'industria turistica (presenze 59,9 con un incremento del 4,6, arrivi 13,4 milioni). Nel confronto con le altre regioni, il tasso di crescita regionale è superiore a quello della Lombardia e del Piemonte, entrambe a 1,8, nonché della Toscana, 1,6, e in linea con quello dell'Emilia Romagna, 1,9. Sono state quindi le regioni del Nord-est, con Emilia Romagna e Veneto in testa a trainare la ripresa del 2006, davanti al Nordovest, 1,8 e le regioni del Centro e del Mezzogiorno, 1,5. Guardando alle componenti del Pil regionale, nel 2006 la crescita è stata sostenuta dalle esportazioni, 9 e dalla domanda interna, 2,7, grazie allo sviluppo degli investimenti, 6,1. Risultati positivi, ma più contenuti, anche sul versante dei consumi delle famiglie, 2. «Il Nordest riconquista il ruolo di motore economico del Paese - commenta Federico Tessari, presidente di Unioncamere Veneto -. Il sistema delle imprese venete ha adottato le strategie giuste per crescere anche con l'euro forte, ha ristrutturato l'organizzazione, si è concentrato sui mercati rispondendo alla sfida della competizione internazionale, ha posto più attenzione al prodotto, all'innovazione e all'assistenza del cliente. I motori di questa accelerazione sono soprattutto le medie aziende, quelle che si definiscono le «"multinazionali tascabili"». «È significativo che la ripresa del 2006 sia avvenuta in corrispondenza di un'accelerazione dell'attività industriale e turistica. Questo dimostra che il sistema produttivo del Veneto cresce nella misura in cui punta sul made in Italy e sul patrimonio ambientale e culturale, elementi fondamentali capaci di garantire rilevanti scambi commerciali ed alimentare elevati flussi turistici». Buona parte della crescita economica è da attribuire alla capacità creativa e innovativa del Veneto. «Nella nostra regione l'innovazione gioca un ruolo importante - aggiunge Federico Tessari -. Il Veneto mostra un'elevata propensione all'invenzione, alla creazione e all'innovazione ma si tratta di fattori difficili da misurare. Le statistiche non rendono giustizia del livello di innovazione del sistema economico regionale. In realtà il Veneto è tra le regioni più dinamiche d'Europa per capacità creativa e innovativa, fattore chiave per lo sviluppo». Venezia. Queste in sintesi le performance dei vari settori che emergono dall'indagine di Unioncamere. Agricoltura. Il 2006 è stato un anno incerto, caratterizzato dalla flessione produttiva di molti comparti. La produzione lorda agricola è aumentata di circa il 2 rispetto al 2005 ma ha risentito di una contrazione in termini reali del -4. Le imprese agricole sono diminuite anche nel 2006 (-3); segnali positivi sul versante occupazionale (3,6) Industria manifatturiera. Il 2006 è stato l'anno del risveglio. Dopo la timida ripresa dell'autunno 2005, il quadro della congiuntura ha mostrato via via segnali di schiarita sempre più evidenti nel corso dell'anno, con tanto di rush finale che ha alimentato fiducia e ottimismo anche per il 2007. Secondo i risultati di VenetoCongiuntura, l'indagine di Unioncamere del Veneto su un campione di quasi 2000 imprese, già nel primo trimestre 2006 le imprese manifatturiere avevano mostrato segnali di ripresa, 3,9 con un consolidamento nel secondo, 3 e nel terzo trimestre, 2,4. Il balzo inatteso è arrivato negli ultimi mesi dell'anno, con un aumento della produzione industriale del 5,4: erano oltre sei anni che l'industria manifatturiera non metteva a segno un incremento così forte. Nella media dell'intero anno 2006 la produzione industriale ha segnato un incremento del 4, a fronte di un 1,9 evidenziato dall'indice Istat della produzione industriale (dati grezzi). Costruzioni. La lunga fase di espansione del settore delle costruzioni si sta esaurendo. Secondo le stime Ance gli investimenti in costruzioni si sono attestati nel 2006 a 16,2 miliardi di euro, 4,4 in valore e 1 in quantità, restando sui livelli del 2005 (1,1). Il tasso di crescita è rimasto quindi su livelli contenuti, per il rallentamento degli investimenti in nuove abitazioni, 1,5 e soprattutto negli appalti pubblici rimasti al palo. Continua a crescere il numero di imprese, che ha superato quota 70 mila, e degli occupati, 1,6. Artigianato e piccola impresa. Luci e ombre per l'artigianato veneto. Nel 2006 le imprese artigiane hanno segnato un aumento del fatturato pari a 0,6. L'andamento del volume d'affari riflette nelle dinamiche e nelle proporzioni l'evoluzione della domanda, cresciuta dello 0,8. Positiva invece la propensione all'investimento, con un aumento sull'anno precedente del 1,3. Meno bene invece l'occupazione nelle imprese artigiane (-0,4) a fronte di un incremento del numero di imprese, 1,9. Commercio. Dopo un 2005 stabile, per il commercio il 2006 è stato un anno di ripresa, caratterizzato dal recupero dei consumi delle famiglie e dalla stazionarietà dei prezzi al consumo. Le vendite al dettaglio sono cresciute dell'1,9, più della media del Paese. Positivo l'andamento anche delle vendite nella grande distribuzione, con un fatturato cresciuto del 2,4. Turismo. Boom dell'industria turistica in Veneto. I dati hanno evidenziato un andamento nettamente migliore a quello registrato nel 2005. Gli arrivi infatti sono aumentati di quasi un milione (7,8), portando la soglia a oltre 13,4 milioni turisti. Le presenze sono cresciute di oltre 2,5 milioni, sebbene la variazione percentuale sia più contenuta, 4,6. Crescita record di arrivi e presenze nelle città d'arte del Veneto, con incrementi decisamente superiori agli altri comprensori (mare, lago, montagna, terme). Trasporti. I dati provvisori riferiti alla rete autostradale che interessa il territorio veneto hanno evidenziato, per il 2006, una ulteriore lieve crescita delle percorrenze. Rispetto al 2005 l'indice, espresso come rapporto veicolikm, è aumentato dello 0,5 (0,3 sull'intero territorio nazionale). Inoltre sono transitati dagli aeroporti veneti ben 10,7 milioni di passeggeri e 58,4 mila tonnellate di merci, con andamenti rispettivamente del 9,4 e del 13,4 rispetto al 2005. Valutando infine i dati dell'attività portuale, si può affermare che il 2006 è stato un anno record per il porto di Venezia, che ha collezionato quattro primati: nel traffico totale, nel settore commerciale, nella movimentazione dei container e nel traffico passeggeri. Mercato del lavoro. Positivi i dati registrati in Veneto nel 2006, con dinamiche in linea con quelle nazionali. Secondo i dati Istat, nel 2006 il numero di occupati è cresciuto dell'1,9 rispetto all'anno precedente, con un aumento di circa 106 mila unità. Sotto il profilo settoriale, il contributo alla crescita dell'occupazione è stato fornito dal comparto dei servizi (2,5), seguito dalle costruzioni (1,6). In aumento anche l'occupazione nel settore agricolo (3,6), presumibilmente per effetto dell'impiego massiccio di extracomunitari. Per quanto riguarda l'industria manifatturiera i segnali sono contrastanti: mentre l'Istat ha stimato un rialzo dell'occupazione dello 0,6 , l'indagine VenetoCongiuntura ha evidenziato una flessione dell'1. L'andamento poco favorevole è confermato dai dati Inps sulla Cassa integrazione guadagni, con il numero delle ore concesse nel 2006 aumentato del 12,1. Venezia. Nel 2006 il Veneto ha beneficiato della congiuntura economica favorevole registrando un recupero negli scambi commerciali, in particolare verso l'estero. Le esportazioni hanno subito un incremento del 7,8 (43,8 miliardi di euro), mentre le importazioni hanno evidenziato una crescita del 10,3 (36 mld). Tali dinamiche hanno determinato una ulteriore riduzione del saldo commerciale, che si è attestato a 7,7 miliardi (7,9 mld nel 2005). Il contributo dell'export regionale alle esportazioni italiane si è attestato a 13,4 nel 2006, alla seconda posizione nella graduatoria delle regioni italiane, alle spalle della Lombardia (28,4) e incalzato da Emilia-Romagna (12,6) e Piemonte (10,6). Guardando alle destinazioni dei prodotti veneti, l'export è cresciuto in particolar modo verso la Federazione Russa con 26,5 che entra quindi nella "top ten" dei Paesi partner. Quanto alla provenienza dei prodotti, anche nel 2006 è proseguita senza sosta la scalata della Cina, 32, che con 2,7 miliardi di euro ha consolidato il secondo posto nella classifica dei principali Paesi di importazione per il Veneto, alle spalle della Germania. Secondo le previsioni, il 2007 sarà ancora un anno di crescita, tanto sullo scenario globale che in ambito veneto. La stima formulata da Unioncamere indica un incremento del PIL attorno all'1,4 per il 2007, più favorevole rispetto a quella di Prometeia che prevede per l'economia regionale una crescita dell'1,2.