ROMA Addio per sempre, detestate forbici ministeriali che amputaste, in nome del comune senso del pudore, certe «immorali» sequenze firmate da Fellini, Visconti, Pasolini, Rossellini e chi più ne ricorda più ne metta. L'Italia cinematografica gira pagina e affronta così vuole il ministro Giuliano Urbani una rivoluzione culturale. Sparisce lo Stato moralista e censore, chiude i battenti la Commissione ministeriale di esperti incaricata di stabilire se una pellicola può essere proiettata in pubblico e per quali fasce di età. Finisce insomma la Prima Repubblica cinematografica lasciandosi alle spalle una lunghissima scia di opere parzialmente «oscurate». L'indiscrezione raccolta nei corridoi del ministero per i Beni e le attività culturali interesserà sicuramente il popolo di una mostra del cinema di Venezia dedicata in gran parte ai produttori. Nasce infatti «l'autoclassificazione del produttore» che dichiarerà all'origine, sotto la responsabilità di un perito, le caratteristiche della pellicola così come avviene per molti prodotti alimentari. In quanto ai soldi (provvedimento meno spettacolare ma molto importante per chi investe) arriva il sistema del «Tax shelter», ovvero le agevolazioni fiscali concesse a chi vorrà investire nel settore cinematografico e audiovisivo. Si tratta di due disegni di legge (da sottoporre al Parlamento) appena approntati dagli uffici del ministero per i Beni e le attività culturali. Secondo alcune voci il ministro Giuliano Urbani li sottoporrebbe al voto di uno dei prossimi Consigli dei ministri. Viene abolita la legge 161 del 21 aprile 1962 che prevedeva il rilascio obbligatorio di un nulla osta ministeriale (prima era di competenza del defunto dicastero dello Spettacolo) dopo l'esame della pellicola da parte della Commissione per la revisione cinematografica. Le sue gesta sono state raccontate da poco nel libro «Italia taglia» di Tatti Sanguineti (edizioni Bianco e Nero) che ha raccontato i 400 film «sezionati» fino al 1988 proprio dalla censura di Stato. L'Italia dovrebbe allinearsi a quei Paesi che hanno abolito il concetto di censura preventiva da parte dello Stato: la Germania, la stessa cattolicissima Spagna (l'articolo 20 della costituzione del 1978 la vieta espressamente) . La nuova normativa punta esclusivamente alla tutela dei minori partendo dal principio liberale secondo il quale un individuo maggiorenne e responsabile può vedere ciò che vuole sotto la sua personale responsabilità. LE REGOLE Una premessa: la nuova legge varrà non solo per i film destinati a una sala pubblica ma anche per i fllm-tv, i prodotti multimediali e interattivi su supporti digitali, compresi i videogiochi. Il ministero fisserà i principi e le regole per l' «autoclassificazione» del produttore: opera per tutti, solo per adulti, adatta a un pubblico maturo (al di sopra dei 18 anni) o avveduto (oltre i 14 anni). La pellicola sarà corredata da una completa informazione al pubblico delle caratteristiche del film: linguaggio pesante, scene di violenza (e quante), sequenze pornografiche. I settori tematici analizzati saranno violenza, sessualità, regole sociali. Poiché la legge si preoccupa sostanzialmente dei minori, nasce l'albo dei Garanti per la classificazione di cui potranno far parte i docenti di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, di Neuropsichiatria infantile e di Psicologia sociale: in tutta Italia si tratta di 115 ordinari e 127 associati. Saranno loro, raccolti in agili pool ministeriali (non più commissioni), a verificare se la famosa auto-classificazione del produttore corrisponde al vero e se quel film può essere visto da un under 14 o under 18. I produttori dovranno esibire una perizia affidata a uno degli esperti ministeriali o a uno psicologo (o psicoterapeuta) che esercitino da più di 5 anni, oppure a un neuropsichiatra infantile. Se il pool ministeriale boccerà (con una adeguata motivazione) la perizia del produttore la pellicola non potrà essere proiettata. Chi non osserverà la legge (proiettando a tutti un film non «promosso» dai Garanti) rischia una multa, il sequestro del film e la chiusura della sala. COME ALL'ESTERO Molto importante dal punto di vista economico il Tax shelter, quel meccanismo fiscale che permette una tassazione agevolata alle persone fisiche (privati) o giuridiche (imprese) che intendano investire nel cinema. E' già stato introdotto con molto successo in Australia, Canada, Sud Africa e nell'Unione europea in Gran Bretagna, Manda, Germania, Olanda e Lussemburgo. La novità riguarderà sia i produttori cinematografici ma anche (se non soprattutto) gli operatori esterni, visto che lo scopo del disegno di legge sarà attirare nuove risorse per la produzione di cinema italiano. Nasceranno le Società di intermediazione per lo Spettacolo che saranno autorizzate a raccogliere fondi di risparmio e a gestire il credito. Potranno immettere sul mercato prodotti finanziari legati a quote di partecipazione al finanziamenti di opere audiovisive. Il previsto decreto legislativo sui finanziamenti che il ministro Urbani presenterà in Consiglio dei ministri risentirà del clima generale di stretta economica: nasce, come già si sa, il reference system, cioè l'accesso al fondi statali solo a chi offrirà adeguate garanzie economiche, fermi restando gli incentivi per le opere prime. FINO AL 50 Gli interventi a pioggia finiranno e lo Stato si impegnerà a finanziare un film fino a un massimo del 50 dei costi. In questi anni i contributi hanno spesso sfiorato il 90 : e in alcuni casi il risultato al botteghino è stato deludente, per non dire nullo. Ma sul «Tax shelter» Urbani potrebbe incontrare l'ostilità del ministro Giulio Tremonti. Sarà duello tra esponenti del governo Berlusconi sul futuro economico del cinema in Italia? Si vedrà. Prossimamente su questi schermi politici.
Censura addio, il film sarà autocertificato dal produttore
Il ministro Giuliano Urbani ha annunciato una rivoluzione culturale nella cinematografia italiana, abolendo la censura preventiva e introducendo una nuova legge per la classificazione dei film. La legge prevede l'autoclassificazione del produttore e la creazione di un albo dei Garanti per la classificazione, composto da esperti di psicologia e neuropsichiatria infantile. I film destinati a una sala pubblica dovranno essere corredata da una completa informazione al pubblico delle caratteristiche del film, come linguaggio pesante, scene di violenza e sequenze pornografiche. La legge si preoccupa sostanzialmente dei minori e punisce chi non osserva la legge con multe, sequestro del film e chiusura della sala.
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