Destinare il grosso delle risorse all'eccellenza INTERVISTA. Parla Nadia Qualarsa, da un anno presidente dell'Istituto regionale - Nadia Qualarsa, lei è presidente dell'Istituto Regionale Ville Venete da circa un anno. Che bilancio fa di questa prima esperienza? «Sono contenta di presiedere e rappresentare un Istituto Regionale assolutamente prestigioso, la cui competenza comprende le Ville Venete della nostra regione e del territorio del Friuli-Venezia Giulia (oltre 4.000); l'Istituto, inoltre, ha il coordinamento delle "Ville d'Italia", che costituiscono le eccellenze del patrimonio nazionale. È una nuova sfida che mi impegna in modo totalizzante e che mi entusiasma, anche grazie all'apporto delle esperienze precedenti, effettuate in Consiglio Regionale, sui temi della cultura e del turismo, assolutamente imprescindibili in una politica di valorizzazione e di "rilancio" delle ville venete». - Quali sono gli obiettivi che si propone? «Mi sono resa conto che le ville venete non sono mai diventate un "prodotto turistico". Sono assolutamente consapevole che esse rappresentano un segmento importantissimo, capace di esaltare le peculiarità, all'interno della promozione complessiva della Regione Veneto. In quest'ottica l'Istituto ha concluso due importanti progetti comunitari, realizzati in collaborazione con la Regione Veneto e l'Unione Europea. Il Progetto "Villas": uno studio comparato sul riuso compatibile del bene e il progetto "Viven Open Net": un portale per la gestione on-line del patrimonio culturale delle ville venete e delle iniziative sociali ed economiche intorno ad esse. In tali ambiti, il mio impegno, unitamente a quello del consiglio di amministrazione, sarà diretto alla valorizzazione di villa Contarini a Piazzola sul Brenta perché diventi il punto di eccellenza della Regione». - Quali sono i problemi in relazione al raggiungimento degli obiettivi? «Sicuramente il principale e più importante è quello di ordine economico: proprio per questo è necessario operare, in sinergia con le istituzioni, per fare una scelta coraggiosa. Vanno individuate le ville di eccellenza, sulle quali fare confluire tutte le risorse umane e finanziarie possibili; per tutte le altre, vanno pensate politiche vincolistiche diverse, in una più appropriata gestione del territorio: con un riuso compatibile, infatti, si possono garantire "la vita" e il mantenimento della villa, evitando nel contempo inutili sperperi di denaro pubblico» - L'Istituto, tuttavia, a fronte di questi obiettivi è a tutt'oggi senza un direttore e qualche polemica in merito c'è stata «È vero, l'Istituto è senza direttore. Il consiglio di amministrazione ha scelto di ricorrere ad un avviso pubblico, pubblicato nel B.U.R. della Regione Veneto lo scorso 23 marzo, per garantire una maggiore trasparenza e, questo, in effetti, ha dilatato i tempi della nomina. Per quanto concerne le polemiche, intendo mettere in evidenza i fatti: l'ex direttore, arch. Costatino Toniolo, si è dimesso qualche ora prima della seduta del Consiglio, dov'era prevista la sua valutazione per il superamento del periodo dei 6 mesi di prova». (g.a.)