Il consiglio regionale adotta il piano di indirizzo territoriale. Sì dellUnione, no della Casa delle libertà Conti: "Regole efficaci per mettere insieme tutela e sviluppo" IL PIT segna in Toscana linizio della riconciliazione tra il centrosinistra e Rifondazione comunista, dopo dodici anni di ostilità. Il Piano di indirizzo territoriale dellassessore allUrbanistica Riccardo Conti viene adottato con i voti di tutti i gruppi che a livello nazionale formano lUnione e il sì dei bertinottiani va interpretato alla luce dellaccordo politico cucito due giorni fa dal presidente Claudio Martini dopo mesi di incontri e mediazioni. Contraria al piano della giunta tutta la Casa delle libertà, che spinge il dibattito più verso lattualità che sullesame vero e proprio del documento. «Vedo che qui nessuno discute delle vicende di Campi Bisenzio», osserva il capogruppo di Forza Italia Maurizio Dinelli. «Se continua questo indugio non ci rimarrà che chiedere una commissione dinchiesta che partendo dal caso Campi faccia chiarezza sulle procedure di pianificazione urbanistica nella Regione». Il centrodestra definisce il Pit "vago" sotto il profilo del controllo degli atti dei Comuni e propone «di istituire unAutorità di controllo e di garanzia, espressione del consiglio regionale, con il compito di monitorare la gestione del territorio». Conti replica che questo il Pit lo fa già. Si oppone agli argomenti dellopposizione Erasmo DAngelis della Margherita, presidente della commissione ambiente: «Questo è un passaggio chiave della legislatura», dice nella sua relazione, «con ladozione del Piano apriamo la fase delle osservazioni, che attiva i meccanismi del codice del paesaggio e dei beni culturali che la Toscana sperimenterà per prima nel maggio del 2008». Scontato il riferimento alle polemiche dei comitati guidati da Asor Rosa: «Non siamo la terra degli ecomostri e delle appaltopoli», insiste DAngelis, «e il Pit è la risposta a tutte le critiche piovute addosso alla Toscana sulla tutela del territorio perché mette la parola fine a piani regolatori generali diversi, sottolineando il bisogno di una regia regionale più forte. La nuova fase che inizia, però, ha bisogno di una legge quadro nazionale sul territorio per potersi compiere». Rifondazione motiva il voto a favore più o meno con gli stessi argomenti: «Col Pit si volta pagina rispetto alle politiche portate avanti negli ultimi quindici anni: la nostra regione non sarà più la terra per la residenza secondaria di ricchi stranieri o italiani ma un territorio dove verranno coniugati tutela e sviluppo», dice la capogruppo Monica Sgherri. «Ci sono novità importanti nella disciplina, come la valutazione integrata e la clausola di salvaguardia, che avrebbe reso impossibili casi come Monticchiello e Bagnaia». Nel corposo documento che da mesi viene aggiornato e modificato dalle varie commissioni, ciascuno "pesca" quello che vuole. I Verdi apprezzano ad esempio «il metodo di impostazione interessante per la partecipazione dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e del coordinamento toscano dei comitati di cittadini», dice il capogruppo Mario Lupi. «Per noi lalto numero dei comitati può essere letto anche come una risorsa e vogliamo che sia rafforzata la clausola di salvaguardia attualmente prevista, che deve avere il potere già dopo lapprovazione degli strumenti della pianificazione territoriale di bloccare i provvedimenti che presentino situazioni di incompatibilità o contrasto rispetto al Pit». Se I Verdi mettono al centro del Piano il coinvolgimento dei cittadini cè chi, come Stefania Fuscagni di Forza Italia, sostiene con grande sicurezza «che per i cittadini il testo del Pit è incomprensibile perché scritto in un linguaggio per gli addetti ai lavori che frequentano i tavoli di concertazione». Alla fine Conti tenta di fare una sintesi e di ribadire ancora una volta dove stia la «marcia in più» del Piano rispetto al passato. «Stiamo costruendo un sistema il cui obiettivo principale è lefficacia. Stiamo cercando di rispondere alla difficile domanda "come si coniugano tutela e sviluppo"? Il problema vero non sarà stabilire chi tiene in mano il lapis rosso e blu con il quale controllare e correggere. Nessuno può arrogarsi il diritto di credersi infallibile. La questione sta nel creare un sistema capace di autoregolarsi, insieme, nel rispetto dellautonomia di ciascuno», dice lassessore che da msi nei dibattiti pubblici prova ad imporre il suo punto di vista ai comitati che contestano la linea politica della Regione in materia di urbanistica. Dopo i sessanta giorni di tempo per le osservazioni, il Pit tornerà in consiglio per lapprovazione definitiva. Ma scattano già da ora le norme di salvaguardia che riguardano i piani attuativi previsti dai vecchi piani regolatori nei Comuni che non si sono ancora dotati di un regolamento urbanistico e tutti i piani attuativi in zone a vincolo paesaggistico. Insieme al Pit sono stati anche approvati da maggioranza e Rifondazione tre emendamenti proposti da Virgilio Simonti dei Ds che prevedono lattivazione di "norme di salvaguardia" che limitano lautorizzazione di nuove edificazioni.
TOSCANA. Il Pit adottato anche con il voto di Rifondazione. Stop a casi Bagnaia o Monticchiello
Il consiglio regionale adotta il piano di indirizzo territoriale. Sì dellUnione, no della Casa delle libertà Conti: "Regole efficaci per mettere insieme tutela e sviluppo" Il PIT segna in Toscana il principio della riconciliazione tra il centrosinistra e Rifondazione comunista, dopo dodici anni di ostilità. Il Piano di indirizzo territoriale dellassessore allUrbanistica Riccardo Conti viene adottato con i voti di tutti i gruppi che a livello nazionale formano lUnione e il sì dei bertinottiani va interpretato alla luce dellaccordo politico cucito due giorni fa dal presidente Claudio Martini dopo mesi di incontri e mediazioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo