Utile di esercizio di oltre 4 milioni. Il consigliere Violante contesta i vertici -------------------------------------------------------------------------------- APPROVATO tra le polemiche il bilancio di previsione del Teatro Massimo. Lutile di esercizio è di 4 milioni e 700 mila euro: un trend positivo confermato da un aumento della presenza di spettatori, anche se i dati ufficiali della vendita dei biglietti si conosceranno solo tra un mese. Lok è stato dato nel corso di una riunione del Cda, alla quale erano presenti sia il sovrintendente Antonio Cognata che il sindaco Diego Cammarata, presidente della Fondazione. Un solo assente: il consigliere di nomina ministeriale Piero Violante, che ha espresso il suo dissenso in una lettera inviata agli altri amministratori. Venti di polemica minacciano di arrivare anche per la scelta dei nuovi revisori dei conti del Teatro: accanto al presidente Carlo Gasperoni, confermato, siedono Giovannino Sapienza, designato dal ministero dei Beni culturali, e Paolo Basile, ragioniere generale del Comune, voluto dalla Fondazione. Questultimo si trova così nella inedita veste di controllore del Cda presieduto dal sindaco, che è anche il suo datore di lavoro. Come supplente si insedia Egidio Ostani, nominato dal ministero dellEconomia. Escono invece il veterano Roberto Bolazzi e, a sorpresa, Luigi Di Simone, che in passato era stato indicato dallattuale leadership. I dati esposti dal sovrintendente, secondo il Cda che martedì sera ha votato sì allunanimità, esprimono il risultato di alcune economie di spesa, come il taglio degli straordinari e laumento delle coproduzioni. Confermata la tournée in Giappone a giugno. Cognata ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. «Lo farò tra qualche giorno», annuncia. Nella lettera messa a verbale, Violante ha ribadito le sue perplessità nei confronti delle linee generali del bilancio preventivo del piano triennale 2007-2009. Il consigliere scelto da Rutelli ha preso le distanze da scelte culturali definite «poco coraggiose», dallassenza di linee programmatiche e da una gestione sempre più «privatistica» del Massimo. «Non si sono liberate risorse per investire. E lutile è dovuto allincremento del Fus, il fondo dello spettacolo, passato da 16 milioni 300 mila euro a 18 milioni 236 mila. Gli altri due milioni di euro sono le quote del Bds. Al 90,97 per cento lutile dipende dal contributo pubblico e non dalla politica di rigore», sostiene. Violante critica anche lassenza di unidea guida della programmazione culturale e il fatto che il consiglio damministrazione non sia mai stato chiamato a dire la sua sulla linea del Teatro. «Il piano triennale approvato dal sovrintendente - dice Violante - non è mai stato discusso dal Cda. Il consiglio damministrazione avrebbe dovuto definire un progetto sin dallinizio del mandato. Cosa che non è accaduta. Nella gestione del Massimo vince una visione aziendalistica, lunico problema è quello di pareggiare i conti». a. r.