Il presidente Loiero interviene sull'abbattimento del complesso residenziale di Copanello CATANZARO. "L'ecomostro di Copanello è stato demolito. E gli altri faranno la stessa fine. Trovo veramente strano il contenuto di alcuni articoli sui giornali. Sarebbe bastato andare a vedere: diecimila metri cubi di cemento sono stati cancellati ancor prima dei tempi previsti e quel poco che rimane farà la stessa sorte". Si dice sorpreso il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero chiedendosi come "possano venir fuori notizie contrarie che non stanno né in cielo né in terra e che offendono il lavoro di chi è impegnato a ripulire la Calabria dalle brutture di cemento. C'è da ritenere che qualcuno, o più di uno, sia stato infastidito da quanto stiamo facendo". Secondo il presidente della Regione sono state rispettate tempistiche e volontà politiche. "Quando si è deciso di mettere mano a un problema così delicato, quando abbiamo portato le ruspe e le benne in quell'orripilante alveare che resisteva indisturbato da tanti anni, quando abbiamo firmato l'accordo di programma quadro per cancellare le mostruosità edificate a sfregio della Calabria - ha aggiunto Loiero - temevamo resistenze di vario genere ma sapevamo di fare gli interessi dei calabresi. Per questo rappresentare una realtà diversa da quella che è sotto gli occhi di tutti a Copanello ci lascia perplessi". Proprio in questi giorni, d'intesa con il Comune di Stalettì, il presidente della Regione - informa una nota dell'ufficio stampa e del portavoce - è impegnato a dare esecutività all'ultimo colpo di piccone per eliminare i pochi metri cubi ancora non abbattuti soltanto per motivi di sicurezza e di incolumità degli abitanti delle case circostanti. "I finanziamenti sono disponibili - ha assicurato Loiero - e non appena il Comune completerà l'analisi del territorio con un progetto adeguato si darà corso a una gara europea, così come imposto dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali, per procedere al completamento". "Abbiamo garantito anche una riqualificazione di tutta la zona di San Martino di Copanello - ha aggiunto il presidente Loiero - perché riteniamo sia importante ridare all'area interessata lo splendore paesaggistico che in assenza di adeguata tutela era stato nel tempo compromesso e a cui non abbiamo deciso di porre riparo. Nessuna tregua, dunque, per raggiungere gli obiettivi che si siamo prefissati, qui a Copanello e altrove. Se dovessero sorgere ostacoli e resistenze anche a livelli istituzionali locali come qualcuno sussurra - ha fatto sapere ancora il presidente Loiero - non esiteremo a proporre interventi legislativi al Consiglio regionale. L'ambiente è una priorità. Il Turismo per la Calabria è fonte di vita. Non possiamo tollerare sconci. Costi quel che costi". "L'ecomostro demolito - ricorda una nota dell'ufficio stampa della Regione - è stato costruito negli anni '80 dalla società "Centro Sud Immobiliare s.r.l." in località "San Martino" di Copanello di Stalettì, zona sottoposta a vincolo di tutela paesaggistica. Si tratta di quattro corpi di fabbrica, di cui uno di 5 piani fuori terra, due di 6 piani fuori terra e uno di 9 in parte con andamento a gradoni, intervallato da vani scala di collegamento in cemento armato. I manufatti realizzati, in spregio a ogni norma, rappresentavano un grave pregiudizio alle bellezze paesaggistiche dell'area. Infatti, in seguito agli sbancamenti eseguiti e alla successiva realizzazione di muri di sostegno, risultava completamente alterato lo stato dei luoghi, di notevole bellezza e pregio ambientale, che, tra l'altro, sono poco distanti dal sito archeologico che ospita la "Tomba di Cassiodoro". Nei confronti della società "Centro Sud Immobiliare", che ha realizzato i fabbricati, il Tribunale di Roma aveva avviato la procedura di fallimento. Il giudice delegato, il 3 febbraio del 2003, aveva autorizzato "l'abbandono del cespite rappresentato dai lotti di terreno con sovrastante edifici allo stato rustico e la contestuale comunicazione al Comune di Stalettì. L'ufficio tecnico comunale, dopo un'attenta valutazione dello stato dei luoghi e un primo studio preliminare, aveva quantificato il costo totale della demolizione in circa 731 mila euro, comprensivo di studi, indagini e lavori necessari per garantire il mantenimento della stabilità del costone, una volta abbattute tutte le opere abusive. Il 7 aprile dell'anno scorso - prosegue la nota - è stato siglato un protocollo d'intesa tra il Comune di Stalettì, la Regione e la Soprintendenza. La Regione stanziava, per la demolizione, un finanziamento di 350mila euro. Il 13 settembre scorso - conclude la nota - la Giunta comunale di Stalettì aveva approvato il progetto esecutivo, per un importo complessivo di 320.000 euro, affidando, dopo l'espletamento della gara d'appalto, i lavori di abbattimento dell'ecomostro alla ditta "Impresa Edile Stradale".