Il rinnovato museo archeologico di Adria, dopo il lungo recupero a cui è stato sottoposto, sarà inaugurato con la mostra sulle antiche civiltà balcaniche tra Danubio e mare Adriatico. Dal 7 luglio e fino a gennaio 2008 la città etrusca risplenderà di una moltiplicata notorietà per una delle esposizioni di reperti archeologici più ambiziose degli ultimi anni. Complice la contemporanea chiusura per lavori del museo nazionale di Belgrado, circa 200 pezzi della collezione serba databili tra il decimo e il quinto secolo prima di Cristo andranno ad arricchire un prestigioso allestimento negli spazi museali adriesi. Corredi principeschi di eccezionale fattura, ritrovamenti funerari con maschere d'oro, bronzetti, vasi e bracieri, testimonieranno che la civiltà nata nell'area centrale balcanica tra l'attuale Serbia, la Macedonia e il Montenegro, dieci secoli prima di Cristo, rappresentava il tramite tra le due culture ellenica ed etrusca e pre romana. Ieri l'appuntamento è stato presentato nella sede della Fondazione della Cariparo, sponsor dell'iniziativa, dai vari attori che stanno lavorando al progetto, ospite la direttrice del museo belgradese Tatiana Cvjeticanin. «Da oltre 15 anni la Fondazione dedica particolare attenzione all'arte e alla cultura - ha sottolineato il presidente Antonio Finotti -. E il Polesine sta diventando teatro di avvenimenti di alto rilievo, iniziati con la mostra sui pittori veneziani e ferraresi al Roverella, proseguita con l'esposizione dell'opera di Cavaglieri e ora in attesa di inaugurare quest'altro grande appuntamento nel museo di Adria». Una straordinaria occasione per la sua città, per il Bassopolesine e per l'intera provincia, come ha ricordato il sindaco Antonio Lodo: «Iniziative di questa risonanza - ha osservato - possono rappresentare un arricchimento non solo culturale ma anche sociale ed economico di tutto il territorio polesano promuovendo risorse e bellezze paesaggistiche, non escluso il Parco del Delta, tuttora alla faticosa ricerca di una compiuta identità». Curatrice dell'allestimento della mostra sarà tra gli altri la direttrice del museo adriese Simonetta Bonomi: «Il nostro rinnovato museo ospiterà finalmente in modo adeguato la sezione etrusca con i restauri alla "Tomba della biga"e del "Lapidario romano" - ha detto -. La mostra sui popoli balcanici esalterà i tanti addentellati tra le culture delle due sponde dell'Adriatico, via di scambio decisiva per lo sviluppo della civiltà pre romana». Una civiltà aristocratica molto evoluta che ha lasciato tombe principesche in piena età del Ferro come ha sottolineato la direttrice del museo di Belgrado Tatiana Cvjeticanin. «I popoli dei Balcani hanno progredito tra le civiltà romana e greca - ha ricordato -. Studiarne l'epoca e le vestigia ci aiuta a capire ciò che è accaduto in questi luoghi sotto le diverse influenze». E per il curatore scientifico della mostra Giovanni Gentili si tratta di un'opportunità imperdibile per stabilire un ponte culturale a cavallo dell'Adriatico. «Perché, quando il museo di Belgrado terminerà i propri restauri, simili capolavori non usciranno più dai confini serbi».