MILANO - Con l'approdo di Woody Allen al Lido, domani si aprirà il sipario della 60 Mostra del cinema di Venezia che verrà inaugurata dall'ultimo film dell'autore newyorchese, Anything else. Un festival denso di protagonisti dello star system americano (da Nicole Kidman a George Clooney) ma con una folta presenza di registi italiani e molti film "impegnati". Dopo le polemiche sulle scarse risorse finanziarie della mostra accese dalle dichiarazioni sulla lingua del direttore Moritz De Hadeln, a cui ha risposto piccato il sindaco di Venezia Paolo Costa da domani si parlerà soprattutto di cinema. A farlo non saranno soltanto operatori del settore e critici. Su invito di Giuliano Urbani, scenderanno in laguna tutti i ministri della Cultura della Ue, nell'ambito del semestre di presidenza italiana, per discutere dei problemi dell'industria audiovisiva europea e degli strumenti per arginare lo strapotere delle majòr americane nelle sale del vecchio continente. L'obiettivo è «incrementare la circolazione di film europei non nazionali in Europa» spiega Gianni Profila, direttore generale cinema al ministero dei Beni culturali. Perché se spesso i film locali trovano poco spazio nei cinema, questo è ancor più vero per le pellicole degli altri Paesi europei. Su 396 film usciti in Italia nel 2002, ad esempio, tra quelli non di origine nazionale solo 58 (il 15) erano stati prodotti in Europa; una quota inferiore all'anno precedente (22). Come invertire la rotta? La risposta pssibile secondo Urbani sta negli accordi di codistribuzione. Per individuare soluzioni concrete Venezia il 28 e 29 agosto ospiterà anche una serie di workshop (uno in collaborazione con «II Sole 24 Ore»). «Saranno svolte analisi approfondite sulle finestre distributive delle opere cinematografiche spiega Profila dall'uscita in sala all'home video e al broadcasting pubblico e privato, senza tralasciare i futuri sviluppi tecnologici legati alla rete», una cornice comunitaria per gli accordi di co-distribuzione che l'Italia ha già formalizzato con Gran Bretagna e Spagna rappresenta per Profila la migliore scelta strategica per creare un'industria cinematografica competitiva con quella americana. In attesa di criteri comuni con il sigillo di Bruxelles il cinema italiano sia per ottenere la sospirata riforma del finanziamento pubblico. Il decreto legislativo verrà presentato dal ministro Urbani al Consiglio dei ministri di giovedì, in piena mostra dì Venezia. Centralità del produttore; attenzione ai risultati artistici, ma anche a quelli economici; riduzione della quota di contributo pubblico al 50 dell'investimento complessivo. Sono le principali novità del provvedimento che sarà seguito da decreti attuativi per individuare i criteri di assegnazione dei finanziamenti. Intanto la pay tv Sky ha annunciato un budget annuale di oltre 50 milioni Per l'acquisto e co-produzione di film italiani. L'ad di Sky Italia Tom Mockridge ha anche segnalato la creazione di Sky-Lab, un laboratorio per i nuovi talenti, e il sostegno alla produzione di documentari, con particolare attenzione a quelli che valorizzano il patrimonio culturale italiano.
Verso una strategia europea
La 60 Mostra del cinema di Venezia si apre domani con il film di Woody Allen "Anything else". Il festival è caratterizzato da una presenza forte di registi italiani e di film "impegnati". Il direttore Moritz De Hadeln ha affrontato le polemiche sulla mancanza di risorse finanziarie, mentre il sindaco Paolo Costa ha risposto con un messaggio critico. Su invito di Giuliano Urbani, i ministri della Cultura della Ue discuteranno dei problemi dell'industria audiovisiva europea. L'obiettivo è incrementare la circolazione di film europei non nazionali in Europa. La risposta possibile sta negli accordi di codistribuzione. Venezia ospiterà anche una serie di workshop per analizzare le finestre distributive delle opere cinematografiche.
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