Avella. Accanto a quella dei Sepolcri, Giovedì Santo la cittadina archeologica rivivrà una tradizione risalente agli anni Cinquanta, ma che da diversi anni non veniva riproposta. Cinque artisti, nelle cinque chiese di Avella, riproporranno i dipinti di pittori del Cinquecento, tutte opere raffiguranti le fasi dell'Eucaristia, ma con tecniche differenti rispetto alla pittura su tela. Si tratta di una tradizione introdotta da un pittore- scultore avellano, Nicola Gaglione, ormai scomparso, consistente nella decorazione del pavimento della chiesa con un tappeto di segatura colorata con cui l'artista rifà grandi opere d'arte. «L'idea - spiega il presidente della Pro loco Abella, organizzatrice dell'iniziativa, Pietro Luciano - nasce sia dalla volontà di riproporre un rito avellano, nato dalla creatività di un nostro concittadino, sia da quella di affiancare alla tradizione dei Sepolcri una novità che sposi l'arte alla fede in maniera spartana ma suggestiva». Le cinque chiese che ospiteranno le opere in segatura ciolorata sono il Convento della SS. Annunziata e le chiese di San Romano, Santa Maria, San Pietro e del Purgatorio. Anche nella scelta dei cinque artisti che si cimenteranno nel rifacimento in chiave "povera" di capolavori come L'Ultima Cena, si è puntato su avellani. Si tratta di Beniamino Gaglione, Carmine Guerriero, Maria Laura Abate, Antonio D'Avanzo e Luigi Falco. Gli artisti, già all'opera, termineranno i lavori proprio per il Giovedì Santo, proprio quando i fedeli avellani, come da tradizione, si recheranno nelle cinque chiese del paese per ammirare i Sepolcri. In questa occasione potranno ammirare anche l'estro di cinque artisti cimentatisi con opere di inestimabile significato artistico e religioso