Un episodio che ha dell'incredibile. Una raffica di vento ha fatto volare le casse degli imballaggi La mostra dell'artista del '500 era appena finita. Dinamica strana: si parla di «effetto Venturi» l'incidente durante il trasloco delle opere. Condannata la ditta TRENTO. L'ira di Eolo - re dei venti - e la foga di Romanino hanno mandato in frantumi una loggia del Castello. Il fattaccio è successo in occasione della mostra dedicata all'artista rinascimentale bresciano ed è venuto alla luce solo ora. In base al vecchio detto "chi rompa paga" la Provincia ordina alla ditta bolognese che si occupava del trasporto dei dipinti di rimettere tutto a posto, a proprie spese. Lo si desume da una determinazione della Soprintendenza per i beni architettonici, del 19 marzo scorso. Che il Romanino fosse artista di temperamento lo si sapeva, che la sua mostra al Castello del Buonconsiglio finisse con la rottura di una loggia rinascimentale non era in programma. Eppure è andata così. Una raffica di vento, le casse che contenevano i preziosi dipinti che vanno a sbattere su una balaustra, il danno arrecato al monumento trentino per eccellenza, insieme al Duomo. L'episodio si è verificato il 1 novembre, due giorni dopo la chiusura della mostra che l'anno scorso è risultata la 24esima più vista d'Italia, con 77mila presenze. Un incidente che ha dell'incredibile. Per spiegarne la dinamica, il dirigente della Soprintendenza per i beni architettonici, Sandro Flaim, ricorre addirittura alla fisica di movimento dei fluidi e parla di "effetto Venturi": il fenomeno per cui la pressione di una corrente fluida aumenta con il diminuire della velocità. Più banalmente, è accaduto che una raffica di vento ha fatto rotolare una cassa piena di dipinti fino alla balaustra, nella loggia del Romanino, provocando la seguente serie di danni: rottura completa di un pilastrino, frattura in più parti di un secondo, asportazione della malta di legame fra alcuni pilastri e la trave superiore della balaustra e la malta di legame tra la colonna e la balaustra stessa. La ditta degli imballaggi, la Borghi international, con sede a Bologna, ha respinto ogni addebito. Ma il direttore dell'ufficio tecnico del Castello ha precisato che "i responsabili della ditta erano a conoscenza, per averli in precedenza ispezionati, delle caratteristiche del luogo e dei locali dove sarebbero state alloggiate le casse". E si è prodotto in un'insolita disquisizione tecnica: "II vento entrato nel cortile dei Leoni proveniva da nord verso sud ed avendo trovato un brusco restringimento dovuto all'impatto con il muro della Loggia che ne indirizzava la corrente fra le casse più basse ha provocato una pressione sulle pareti laterali che ha creato un effetto domino delle casse alte".