PAVIA. Continua la mobilitazione a favore del Duomo. Ancora firme da parte dei cittadini e adesioni alla sottoscrizione lanciata da "La Provincia pavese" per accelerare la conclusione dei lavori di consolidamento e per indurre lo Stato e i vari enti a stanziare le risorse necessarie. Molti sottolineano la dichiarazione di impegno fatta dal vicepresidente del consiglio e ministro dei beni culturali Francesco Rutelli a favore della cattedrale di Pavia. Alcuni lanciano l'idea dei Boc, i Buoni ordinari comunali per raccogliere risorse a favore del monumento. Tutti quando sottolineano il valore dell'impegno civile. Antonio Sacchi, presidente del Teatro Fraschini: «Il Duomo, la cattedrale di Santo Stefano Martire, non è solo un luogo di culto. E' un bene dell'intera comunità pavese. Per il suo restauro e recupero molto è già stato fatto, in esecuzione dell'Accordo di Programma che, sottoscritto da soggetti pubblici e privati, ha consentito i primi fondamentali interventi di risanamento ed anche la costituzione di un percorso museale, che è una opportuna via di divulgazione dei tesori collegati all'edificio. Certo occorreranno altri sforzi, soprattutto finanziari. Il denaro è condizione indispensabile, ma non sufficiente. Sarà necessario agire utilizzando quello strumento della programmazione negoziata e condivisa che ha già visto all'opera diversi enti. Essi (Ministero, Regione, Provincia, Comune e privati) hanno il compito di completare un progetto che tutela spiritualità e identità. Basta guardare il profilo della cupola del Duomo, al di là del fiume, quando si raggiunge Pavia da sud, per capire che il paesaggio sarebbe monco, orfano di un'immagine concreta. E noi più soli, se non ci fosse quel profilo, saldo e svettante nel cielo». Ferdinando Croyace, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Banca del Monte: «Sono d'accordo con chi sostiene che il Duomo sia il simbolo di Pavia è cosa ovvia e lo ripetiamo tutti. Ma ora bisogna passare dalle parole ai fatti, perché cone le sole parole il Duomo non potrà essere riaperto. Bisogna mettere mano al portafoglio, a cominciare dalle istituzioni e fondazioni. Credo che il Comune dovrebbe applicare una tassa di scopo per risolvere il problema e penso che tutti sarebbero contenti di contribuire». Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti Pavia: «Il Duomo è uno dei simboli di Pavia. Sono passati quasi vent'anni e credo sia giusto ritrovare un luogo non solo sacro, ma anche un simbolo importante per la storia. Quest'iniziativa tra l'altro credo sia uno strumento molto incisivo per sollecitare i lavori». Italo Richichi, segretario provinciale dell'Udc: «Era da tempo che bisognava lavorare per avere i finanziamenti statali e completare un'opera emblematica non solo per Pavia, ma per l'Italia e il mondo. Il Duomo è un monumento che va salvato, guai se non si interviene per risolvere il problema, abbiamo già perso tanti gioielli e opere d'arte pavesi». Gianluigi Secchi, vicesindaco di Bascapè e capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale: «Penso che si debba fare di tutto per far riaprire il Duomo, è il simbolo della nostra città, come lo era la Torre Civica che è crollata. E' indispensabile che la cattedrale torni ad essere riaperta. Bisogna sollecitare il governo e tutti gli enti che possono partecipare allo sforzo. Visto che il ministro Rutelli ha dato la disponibilità del governo a stanziare fondi per il Duomo di Pavia, si potrebbero creare iniziative di investimento rivolte ai risparmiatori. Una sorta di emissioni di Boc per il Duomo».
La Cattedrale di Pavia chiusa per i lavori da anni. Appello per il Duomo. Arrivano altre firme
A Pavia, la mobilitazione a favore del Duomo continua. I cittadini e le istituzioni chiedono l'accelerazione dei lavori di consolidamento e la stanziatura di fondi per il restauro della cattedrale. Il vicepresidente del consiglio e ministro dei beni culturali Francesco Rutelli ha espresso il suo impegno per il progetto. Alcuni suggeriscono l'idea dei Boc, buoni ordinari comunali, per raccogliere risorse. Il presidente del Teatro Fraschini Antonio Sacchi sottolinea il valore dell'impegno civile e la necessità di un progetto condiviso tra enti pubblici e privati. Il denaro è condizione necessaria, ma non sufficiente, e si richiede un approccio programmato e negoziato.
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