Mostrare i resti della Brescia romana all'ex sindaco della capitale, che dal suo studio abbracciava con lo sguardo i fori imperiali, forse è stato un peccato di presunzione, da parte degli amministratori bresciani. Francesco Rutelli, però, ha mostrato sincero interesse nella visita alla sezione romana di Santa Giulia, guidato dal sindaco Paolo Corsini, dalla direttrice Renata Stradiotti, dal presidente della Fondazione Brescia Musei Agostino Mantovani. Ha osservato con curiosità la Vittoria Alata, ha elogiato le Domus dell'ortaglia e l'allestimento museale che le riguarda, ha seguito con interesse le notizie riguardanti la croce di Desiderio. Poi, da ministro dei Beni culturali, ha presieduto un incontro operativo con i «terminali» della sua amministrazione a Brescia: titolari e funzionari delle soprintendenze Archeologica e per i Beni ambientali e architettonici. Al termine, in un breve incontro con i giornalisti, Rutelli ha dribblato accuratamente le domande sulla riforma elettorale («quella lasciamola riposare, per ora») e ha elogiato il modello-Brescia: «Da troppi anni Brescia non è considerata una città d'arte, e questo è un grave errore. È nota come città di industria e lavoro, ma il suo sindaco è giustamente determinato a farla conoscere anche per altri suoi aspetti di grande pregio». I progetti sono ambiziosi, non sempre le risorse locali sono sufficienti, e da questo punto di vista il ministro Rutelli s'è lasciato andare a qualche promessa: «Sul Museo del-F industria e del lavoro ad esempio -ha precisato - non mancherà un contributo del ministero». Contributo essenziale non solo per l'allestimento, quanto per la gestione dell'imponente struttura espositiva e culturale. E poi l'attenzione alla Brescia romana: «Collaboreremo - assicura il ministro - alla realizzazione del parco archeologico della città di Brescia: un progetto sul quale abbiamo effettuato una prima raccolta di idee». Infine il giudizio complessivo di Rutelli sul modello-Brescia: «In Santa Giulia mi ha colpito la qualità dell'allestimento, in particolare la prossimità fra la sezione romana e le Domus dell'ortaglia. Si potrà discutere sulla qualità di questa o quella mostra, ma è evidente che qui s'è realizzata un'integrazione virtuosa fra beni permanenti ed eventi culturali».