Santo Stefano, San Vitale, Saragozza e Porto daccordo con le critiche dei commercianti "Troppi vincoli, sono ammessi solo sedie e tavolini senza neanche gli ombrelloni" "È mancato un confronto preventivo con associazioni e circoscrizioni" Quattro quartieri del centro appoggiano la protesta dei commercianti contro la delibera che regolamenta i dehors prevista in vigore dal primo maggio. Ieri linsolita alleanza si è riunita al Baraccano e ha chiesto che la delibera venga sospesa «per favorire una riflessione». Il provvedimento potrebbe essere varato contestualmente al piano comunale in materia, che riguarda tutte le aree (non solo il centro) e dovrebbe essere approvato entro lanno. È la prima volta che i quattro quartieri del centro (Santo Stefano, San Vitale, Saragozza e Porto) appoggiano i commercianti contro i provvedimenti della giunta comunale. Tre i punti dolenti su cui gli stessi quartieri hanno solidarizzato con Ascom, Confesercenti, Assocentro, Cna e Confartigianato. Il primo riguarda i «vincoli e le restrizioni che paiono improntati a eccessiva e formale rigidità» dettati dalla soprintendenza riguardanti la disciplina dei dehors. In pratica sono ammessi in centro solo sedie e tavolini senza nemmeno gli ombrelloni. Il secondo punto di discordia con la giunta riguarda limpronta della delibera organizzata solo secondo «una logica dei divieti, mentre la legge regionale 14 inquadra le verande in un contesto di valorizzazione della città». Infine, commercianti, artigiani e quartieri accusano la giunta di non aver proceduto a «un confronto preventivo sia con le associazioni di categoria che con i quartieri» il che avrebbe giovato alla costruzione della delibera. La perplessità di fronte alla delibera è condivisa da tutti. «Come si fa a pensare che si mettano in strada o sul marciapiede tavolini e sedie senza un ombrellone? Chi si sederebbe mai col sole estivo in testa» commenta il presidente del quartiere Porto Sergio Palmieri. «Inoltre, si aprirebbero anche grossi problemi di sicurezza per la mancanza di una pedana rialzata e di paratie che delimitano lo spazio dei dehors. Credo - conclude - che lAusl non consentirebbe una soluzione come questa». Molto soddisfatte le associazioni dei commercianti. «I quartieri hanno condiviso in pieno le nostre preoccupazioni - spiega il segretario provinciale Confesercenti Loreno Rossi - e sono daccordo sul posticipare lentrata in vigore della delibera». Assocentro è daccordo sulla tutela del centro storico, ma lassociazione ribadisce «che va tutelata anche la vivacità della città entro le mura e quindi la presenza dei dehors che svolgono attività di ospitalità e ritrovo» puntualizza il presidente Pier Luigi Sforza. Il quale non trascura nemmeno di sottolineare che vanno anche tutelati i posti di lavoro. «I dehors - continua - hanno riflessi anche sul numero dei dipendenti che dovrebbero essere drasticamente ridotti se le verande dovessero essere fortemente ridimensionate o non esserci più». Alle condizioni poste dalla delibera, ben pochi esercenti si azzarderebbero a mettere fuori tavolini e sedie. «Abbiamo degli associati che ci rinuncerebbero con grave danno per laccoglienza» riprende Rossi. «I Comuni devono decidere come dovrebbero essere i dehors, non la loro scomparsa».