Si acuiscono le distanze tra la sinistra di governo in Toscana e i Comitati per la difesa del territorio. L'immagine che fotografa la situazione, meglio di ogni discorso, sono i manifestanti che protestano con striscioni davanti alla sede del convegno "Territorio, cultura e sviluppo", organizzato ieri dalla dalemiana Fondazione Italianieuropei a Fiesole. Dentro, lo stato maggiore dei Ds: il segretario nazionale Piero Fassino, il leader regionale Andrea Manciulli, il presidente della Regione Claudio Martini e l'assessore toscano all'Urbanistica, Riccardo Conti. La presenza del numero uno della Quercia, giunto appositamente da Roma, dimostra che sulla questione della tutela dell'ambiente e del paesaggio, i diesse toscani sono in difficoltà, dopo gli scandali urbanistici di Monticchiello, Greve in Chianti, Castagneto Carducci, Fiesole, e, soprattutto l'ultimo, Campi Bisenzio. La parola d'ordine, ripetuta da tutti i partecipanti all'incontro, è una sola: in Toscana non c'è una situazione di emergenza, anzi, come ha detto Fassino, «la Toscana è un luogo di eccellenza, un esempio per le altre regioni italiane». Affermazioni che contrastano con i cartelli dei comitati di Asor Rosa, che recitano: «Amministrare con e non contro i cittadini», o «La Toscana insidiata? Campi Bisenzio non è una sola, ci sono anche Greve, Monticchiello, Fiesole...... Gli stessi manifestanti, che sono rimasti fuori dal centro convegni per tutta la durata dell'incontro, hanno affermato che nessuno di loro è stato invitato come relatore al seminario, neppure il coordinatore nazionale dei Comitati, il noto intellettuale di sinistra Alberto Asor Rosa, tra i più noti italianisti del nostro Paese, docente alla Sapienza di Roma, e protagonista della clamorosa denuncia del caso Monticchiello. E proprio Asor Rosa, anche se mai citato esplicitamente, è stato il bersaglio degli strali dell'assessore all'Urbanistica Riccardo Conti. Il quale, nell'affermare che non esiste un «caso Toscana» e che anzi la regione «è all'avanguardia nelle poltiche di tutela del territorio», ha invitato a riflettere sulla necessità di coniugare «sviluppo e conservazione del patrimonio paesaggistico». In un passaggio del suo intervento, Conti ha detto che «la Toscana non può essere sólo fatta di vecchietti arzilli e progressisti, ma deve produrre sviluppo». Prima frecciata. E ancora: «No a chi viene qui con la penna rossa o blu a dirci cosa va bene e cosa non va», evidente riferimento alla professione di Asor Rosa, che è docente universitario. Fino all'affermazione più dura: «Non vogliamo che chi viene da fuori ci faccia mettere recinti e ci faccia chiudere su noi stessi». Quel «recinti», vociferano in sala i più maliziosi, si riferirebbe alla recinzione di una strada poderale fatta eseguire in passato da Asor Rosa nella sua villa di Monticchiello. Ha fatto riferimento al caso Monticchiello anche il segretario regionale dei Ds, Andrea Manciulli, che ha, da studioso di storia, ha ricordato che «il paesaggio delle crete senesi, che tanto ammiriamo, è frutto del lavoro dell'uomo che nei secoli ha tasformato una zona ricoperta di boschi in pascoli, con colline pelate punteggiate da pochi cipressi». Questo per dire che «si può trasformare il paesaggio, con attenzione e cura, ma non si può considerarlo una cosa statica e immutabile». Sulla stessa linea il governatore Claudio Martini, secondo cui «la tutela del paesaggio e lo sviluppo non sono incompatibili. Il nemico, oggi è la grande speculazione, che vede il paesaggio solo come fattore di business. È necessario trovare il modo, insieme - ha detto rivolto ai comitati - di far fronte a questo attacco, più che aprire un settore di battaglia nel nostro campo. Non servono contrapposizioni sterili». Martini, e con lui Manciulli, hanno invitato a rafforzare il ruolo dei Comuni e della pianificazione d'area. L'intervento conclusivo è stato affidato al leader nazionale dei Ds, Piero Fassino, che da un lato ha invitato a «dialogare e dare risposte ai cittadini», ma dall'altro ha avvertito: «Alla fine una decisione va presa, e spetta alla politica farlo. Con tutto il rispetto, alla fine i cittadini se la rifanno con il sindaco, non con il soprintendente di turno». Critiche all'iniziativa sono arrivate dai comitati. «La Regione Toscana dovrebbe avere più poteri nel contrastare la speculazione edilizia - afferma Ornella De Zordo - invece di delegare tutto ai Comuni. I quali, come dimostrano i casi recenti di cronaca, spesso non riescono a resistere alle pressioni esterne».