«Non bisogna rappresentare la Toscana come una pattumiera: questo è uno dei posti in cui il territorio è stato valorizzato di più. Poi se ci sono dei problemi discutiamone perché è giusto che ai cittadini si diano risposte». Intervenendo ieri a Fiesole a un convegno sul tema della tutela del territorio organizzato dalla Fondazione ItalianiEuropei e dal Comune, presente il sindaco Fabio Incatasciato, il segretario dei Ds Fassino ha respinto le accuse di 'scempio' avanzate nei mesi scorsi da comitati cittadini contro le amministrazioni locali toscane, ma ha voluto anche richiamare alla necessità di un dialogo. La distanza tra amministratori e cittadini, però, anche ieri è apparsa notevole: mentre all'interno della sala di FiesoleArte i politici discutevano, fuori decine di esponenti dei comitati manifestavano con cartelli con scritte come "Amministrare con e non contro i cittadini" e "Ascoltare non significa dialogare". Proprio Fiesole, è uno dei 'casi' al centro delle più recenti polemiche, a causa di interventi urbanistici che hanno portato alla costituzione di un comitato contrario alle nuove edificazioni. Secondo Fassino, però, la Toscana è pur sempre un'eccellenza. «Se tutta l'Italia fosse così - ha detto - saremmo più avanti. Ma proprio nei punti di eccellenza si avverte la necessità di andare oltre e la Toscana può costituire un traino, un esempio a livello nazionale per le politiche su questo tema». Il leader della Quercia ha anche evidenziato l'importanza della partecipazione, spiegando che non si può governare il territorio in modo decisionista. «Bisogna - ha osservato - ragionare con i cittadini e costruire le politiche sulla base della concertazione, anche perché così tutti si assumono le proprie responsabilità, sia i cittadini che le istituzioni». Fassino ha anche definito positiva l'esperienza dei comitati, perché segno di consapevolezza nei diritti e di volontà di partecipazione. Anche il presidente della Regione Martini ha ribadito la necessità del confronto: «La discussione - ha detto - va fatta su un terreno di convergenza e non di scontri, perché sviluppo e tutela sono le due metà della stessa mela. E il nuovo nemico vero è la grande speculazione che vede nel paesaggio un motivo di business». Qualche frecciata velenosa ad Alberto Asor Rosa è arrivata dall'assessore regionale Riccardo Conti che, senza mai citare l'intellettuale leader dei comitati, ha detto «no a chi viene qui con la penna rossa e blu a dire cosa va bene e cosa no, perché la Toscana non può essere fatta solo di vecchietti arzilli e progressisti». Anche Conti ha convenuto sull'importanza della discussione, spiegando però che «la partecipazione non è ginnastica, è un modo per arrivare a una decisione».