Un viaggio virtuale tra i cataloghi e gli ambienti storici della Biblioteca Lancisiana di Roma. Solo passando dal web infatti si ha accesso all'antico luogo del sapere medico-scientifico, luogo voluto nel 1711 dall'archiatra pontificio Giovanni Lancisi all'interno del complesso monumentale dell'ospedale di Santo Spirito in Sassia per la formazione del medico moderno. L'ingresso dal portale rinnovato (www.lancisiana.it) é aperto a tutti, sia agli studiosi che al grande pubblico, basta registrarsi. E la rete è l'unica chiave che almeno per ora apre le porte del passato, visto che negli ultimi mesi la biblioteca è stata chiusa proprio per permettere l'avvio degli interventi di restauro conservativo della struttura muraria. Il sito permette da una parte l'accesso a cataloghi e documenti preziosi, dall'altra di essere guidati in un tour virtuale tra scaffali e volumi antichi. Il tutto senza muoversi da casa o dall'ufficio. Il patrimonio librario non sarà solo accessibile ma, grazie al sostegno della Regione Lazio e alla collaborazione di Microsoft Italia, continuamente aggiornabile e modificabile in rete dagli studiosi, i cui contributi saranno validati dagli esperti della Lancisiana prima di essere pubblicati sul sito. Un procedimento modello-wikipedia aperto a ogni utente registrato con un curriculum che attesti le proprie competenze in materia. Si possono aggiungere commenti, riferimenti bibliografici e analisi dei testi. «Iniziative come questa segnano un cambio culturale enorme», afferma Marco Comastri, amministratore delegato di Microsoft Italia. Marco «Siamo di fronte ad una rivoluzione resa possibile dalla tecnologia che permette di rendere veramente democratico il sapere, aprendo le porte di un patrimonio inestimabile. L'Italia ha una posizione unica nell'applicazione delle tecnologie all'ambito dei beni culturali, uno dei suoi fiori all'occhiello in ambito internazionale. Finalmente l'obiettivo del bibliotecario, quello dì diffondere la cultura, si realizza proprio grazie al sapere condiviso e al tecnologia». Il progetto 'catalogo aperto' prevede inoltre il processo di digitalizzazione dell'intero patrimonio manoscritto della biblioteca che comprende più di 300 preziosi manoscritti: sarà possibile sfogliarli sotto forma di copia digitale attraverso un'apposita interfaccia grafica. Il tour virtuale permette inoltre di seguire in diretta lo stato di avanzamento dei lavori di restauro e conservazione condotti sulle collezioni e sulle strutture fisiche della biblioteca. Le stanze infatti sono state dotate di un complesso sistema basato sulla tecnologia Rfid (radiofrequency identifìcation) grazie al quale é possibile l'aggiornamento dinamico e in tempo reale delle informazioni sui libri e sui luoghi in cui sono conservati. «Quella della condivisione e della partecipazione ci rende uno dei modelli made in Italy per la nuova frontiera di quello che viene chiamato il cultural heritage share», dice Marco Fiorilla, direttore della Biblioteca Lancisiana. «Qui si tratta non solo di condivisione del sapere e della conoscenza, ma anche di partecipazione in quota al patrimonio culturale del paese, da difendere e preservare così come farebbe uno shareholder per l'azienda della quale è azionista».
Il caso della Lancisiana. La biblioteca che 'vive' su Internet. Chiusa per restauri, la settecentesca istituzione romana è stata trasferita interamente sulla rete
La Biblioteca Lancisiana di Roma è stata aperta al pubblico attraverso un viaggio virtuale sul suo sito web. L'accesso è possibile solo passando dal web, e gli utenti registrati possono navigare tra cataloghi e documenti preziosi. Il sito permette anche di seguire in diretta lo stato di avanzamento dei lavori di restauro e conservazione condotti sulle collezioni e sulle strutture fisiche della biblioteca. Il patrimonio librario è continuamente aggiornabile e modificabile in rete dagli studiosi, i cui contributi saranno validati dagli esperti della Lancisiana prima di essere pubblicati sul sito. Il progetto "catalogo aperto" prevede la digitalizzazione dell'intero patrimonio manoscritto della biblioteca, che comprende più di 300 preziosi manoscritti.
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