SCIOPERI, assemblee, cancelli dei musei e degli scavi sbarrati sotto gli occhi dei turisti. Dopo una stagione caldissima sul fronte sindacale, che rischiava di mandare a monte il business delle città d'arte, finalmente una buona notizia per i precari del settore beni culturali. Il ministero ha varato un decreto che ridisegna la pianta organica: da 22.152 unità si passa a 24.550, con l'assunzione a tempo indeterminato di 2398 persone che fino a ieri non avevano alcuna certezza sul loro futuro, 1541 custodi entrati in servizio per il Giubileo del 2000, 727 assistenti tecnici museali e 130 vincitori di concorsi già conclusi. La «sanatoria» avrà effetti benefici soprattutto in Campania, dove saranno circa 600 i lavoratori - tra Capodimonte, San Martino, Floridiana, Sant'Elmo, Museo archeologico nazionale, Palazzo Reale, scavi di Pompei, Reggia di Casetta, Museo archeologico di Salerno - che nel triennio 2004-2005 vedranno trasformato il loro contratto a termine in assunzione definitiva. Déterminante, per raggiungere l'obiettivo regolarizzazione, la lettera inviata dal ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani al ministro per la Funzione pubblica Luigi Mazzella, al ministro per l'Economia Giulio Tremonti e al sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta: dopo aver sottolineato l'importanza del lavoro svolto dai precari, «il cui utilizzo ha consentito il mantenimento di un elevato livello di apertura al pubblico di musei, siti archeologici, gallerie e monumenti, favorendo un intenso afflusso turistico», Urbani suggeriva di avviare una procedura di progressiva immissione in ruolo. Anche perché, spiegava, «il protrarsi di questa situazione di incertezza potrebbe sfociare in uno stato di agitazione durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, con gravi conseguenze per l'immagine del nostro Paese». Il costo dell'operazione - 51 milioni di euro - sarà sostenuto con il fondo speciale stanziato dal ministro Tremonti per le assunzioni urgenti in deroga al blocco nel comparto del pubblico impiego. «La predisposizione del nuovo organico - commenta Enzo Monfrecola, segreteria generale del sindacato Flp-Usae rappresenta un grande passo avanti sia per la stabilizzazione dei precari sia per assicurare una maggiore fruibilità dell'arte, soprattutto mentre si comincia a parlare di "numero chiuso", vedi il caso degli scavi di Pompei. Il ministro Urbani e il segretario generale Carmelo Rocca hanno dimostrato grande sensibilità e attenzione per la vertenza».
Sanatoria per i precari dei musei
Il ministero dei Beni culturali ha varato un decreto che ridisegna la pianta organica del settore, con l'assunzione a tempo indeterminato di 2398 persone, tra cui 1541 custodi, 727 assistenti tecnici museali e 130 vincitori di concorsi. La sanatoria avrà effetti benefici soprattutto in Campania, dove circa 600 lavoratori saranno trasformati in assunzioni definitive. Il costo dell'operazione sarà di 51 milioni di euro, sostenuto dal fondo speciale per le assunzioni urgenti. Il sindacato Flp-Usae ha elogiato il ministro Urbani e il segretario generale Rocca per la sensibilità e l'attenzione mostrate per la vertenza.
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