Gli interventi, destinati inizialmente alle forze dellordine, erano fermi da anni. Si va da Enziteto a Santa Caterina Tutti i progetti possono essere considerati di interesse pubblico Quei vincoli sono ormai superati -------------------------------------------------------------------------------- Poco meno di 1.400 appartamenti sul mercato immobiliare di Bari: è quanto prevedono quattro accordi di programma che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, firmeranno nei prossimi giorni prima di sottoporre il tutto alla ratifica dellassemblea cittadina barese. Laccordo tra Regione e Comune dovrebbe sbloccare una serie di intese partite più di dieci anni fa nellambito di una programma per agevolare il diritto alla casa alle forze dellordine, in quel periodo impegnate in una lotta senza quartiere contro il contrabbando di sigarette. Poi per uno dei quattro programmi di edilizia arrivò lo stop della magistratura: unarea in particolare - nei pressi di via Pappacena, al quartiere Poggiofranco - finì sotto sequestro: secondo la procura cerano una serie di vizi procedurali e paesaggistici. A distanza di anni è stato il Comune di Bari a chiedere di rinnovare quei programmi di edilizia «al fine di superare la disputa di contenuto squisitamente formale». Del resto nelle delibere proposte dallassessore regionale allUrbanistica, Angela Barbanente, si specifica che «non sembra opportuno entrare nel merito delle contestazioni mosse dalla procura». Né «appare corretto aprire una dialettica in sede amministrativa». «Allo stato - scrive lassessore - non emerge unevidenza immediata di illegittimità dei provvedimenti adottati che imponga di procedersi allesercizio dellautotutela amministrativa». La Regione non vuole entrare nel merito, ma si fida del fatto che tutti gli interventi proposti, compreso quello finito sotto sequestro, sono qualificati come di interesse pubblico «avendo lo Stato apprestato uno specifico procedimento accelerato». Per Comune e Regione, insomma, nulla osta allapertura dei cantieri. Ne sono previsti quattro. Quello oggetto delle attenzioni della magistratura prevede la costruzione di 100 appartamenti di edilizia sovvenzionata e altri 50 di edilizia agevolata: tutti per le forze dellordine. Poi ve ne sono altri 200 di convenzionata (di cui solo 30 da dare in affitto ad agenti, carabinieri o militari della guardia di finanza). Questo progetto è stato proposto dallo Iacp e dalla Edi.Com srl del Gruppo Degennaro. Ma non è lunico. Cè un altro intervento, in via generale Bellomo, che Iacp e Gruppo Degennaro hanno in programma e comporta la realizzazione di 52 alloggi sovvenzionati e 26 agevolati da dare in affitto alle forze dellordine, alle quali sono riservati anche altri 15 dei 156 di edilizia convenzionata. Un altro insediamento è previsto a nord, nel triangolo fra Santo Spirito, Enziteto e Bitonto: in questo caso a proporre il progetto è il consorzio San Giorgio, di cui fanno parte la Gastone Guerrini Costruzioni Generali e la Debar Costruzioni. In questo caso gli appartamenti da realizzare sono 410: per le forze dellordine ce ne sono 66 di edilizia sovvenzionata e 34 di edilizia agevolata. Gli altri 170 sono espressamente indicati come «alloggi di edilizia libera». Così per gli altri due accordi. Lex Consorzio cooperative costruzioni di Bologna, oggi Baridomani, realizza a Santa Caterina, sulla provinciale Carbonara-Modugno, 75 alloggi sovvenzionati, 38 agevolati per le forze dellordine. Poi 140 sono liberi, anche se dieci di questi sono da riservare alla locazione per le forze dellordine.
PUGLIA Via libera per 1.400 nuove case. Comune e Regione, firmata lintesa che sblocca quattro aree
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, firmeranno quattro accordi di programma per la costruzione di 1.400 appartamenti di edilizia sovvenzionata e agevolata per le forze dellordine. Gli accordi sono stati proposti dal Comune di Bari e sono stati sottoposti alla ratifica dell'assemblea cittadina barese. I progetti sono stati fermati per più di dieci anni a causa di una disputa formale con la magistratura, che aveva sequestrato un'area in via Pappacena a Poggiofranco. La Regione non vuole entrare nel merito delle contestazioni e si fida del fatto che tutti gli interventi sono qualificati come di interesse pubblico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo