Dalla cronaca allurbanistica. Vengono giù calcinacci dal portico di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito e si pone il problema più generale della condizione e della manutenzione di piazze e monumenti napoletani. Lo stato impietoso di molte strade cittadine provoca incidenti e ripropone il tema della pavimentazione delle strade del centro storico. Seguono immancabili vertici di assessori e tecnici che varano piani e progetti sullonda dellemergenza. Da imprevisti accadimenti di vita quotidiana a scelte importanti per la città, dalla cronaca allurbanistica, appunto. Il metodo non è del tutto ortodosso, ma apparirebbe sublime pretesa speculativa invocare questioni simili in condizioni di perenne emergenza. E invece no, occorre farlo. Perché limmagine e il decoro dei luoghi di Napoli meritano ponderazione e avvedutezza nelle scelte, non possono dipendere da decisioni estemporanee che invocano di volta in volta presunti fattori economici (costa troppo) o funzionali (ci vuole manutenzione) o di reperibilità dei materiali (non si trova facilmente). Con questa logica, dovremmo scegliere sempre ciò che costa meno, che non richiede manutenzione e che si compra sotto casa. Occorre cambiare modo di pensare e darsi criteri, regole e metodi di intervento per le strade della città. Occorre convincersi che la scelta dun materiale è culturale e storico-critica. Le posizioni attuali vedono lamministrazione comunale da un lato e la Soprintendenza di Palazzo Reale dallaltro, appoggiata da associazioni e gruppi sensibili alla tutela dei valori architettonici, ambientali e storico-artistici. Il loro terreno di confronto sono le strade e le piazze del centro storico e delle zone panoramiche. I materiali in gioco sono il basolato in pietra lavica, i sampietrini, sempre di pietra lavica, e lasfalto. Basolato e sampietrini sono le pavimentazioni tradizionali delle aree storiche, lasfalto è il materiale della città moderna. Così definito il campionario, non ci dovrebbero essere problemi sulla scelta che invece è sempre fonte di polemiche. Da parte della pubblica amministrazione si tende sempre più a sconfinamenti con lapplicazione dellasfalto anche in aree storiche o paesaggisticamente segnate. Per un problema di costi, di funzionalità, di manutenzione, si sente ripetere con ossessivo refrain. Una insistenza che qui a Napoli ha prodotto i suoi primi risultati con la decisione di asfaltare via Tasso e la richiesta di estendere al Rettifilo e altre arterie del centro storico questa scelta. Ma non è una vittoria della modernità. È solo la presa datto della incapacità di garantire una messa in opera a regola darte dei materiali tradizionali e di una loro costante manutenzione, come ha di recente osservato il soprintendente Enrico Guglielmo. Non cè pregiudizio in questa posizione perché la scelta è data dalla qualità dei materiali, dal loro uso, dallambiente nel quale sono posti, non dalla loro appartenenza al presente o al passato. È stato un errore usare il taglime di tufo nella Villa Comunale, scelta storicamente avvertita ma sbagliata sul piano funzionale, perché il manto spolvera e si usura facilmente. È stato un errore sostituire la pietra lavica con la pietra dellEtna, non tanto e non solo per motivi ancora una volta storici e ambientali, ma soprattutto per la cattiva qualità del materiale e per lapprossimativa posa in opera che costringe a lavori di restauro dopo appena quattro-cinque anni. Ritornano in questa scelta quei tre fattori che non vorremmo più sentire come giustificazione (alibi) per progetti contro la cultura dei luoghi: la tutela dei valori urbani ha un suo prezzo e dunque è irriguardoso parlare di costi elevati per rispettare la storia, la funzionalità è questione opinabile e comunque oggetto di contrattazione, la manutenzione è questione che discende solo dalla efficienza della macchina amministrativa.
Napoli - Strade, costi e funzionalità
La situazione delle strade e delle piazze del centro storico di Napoli è critica. I calcinacci e la mancanza di manutenzione provocano incidenti e richiedono interventi urgenti. La questione della pavimentazione delle strade è oggetto di polemiche tra la pubblica amministrazione e le associazioni che tutelano i valori architettonici e ambientali. La scelta dei materiali per le pavimentazioni è un problema culturale e storico-critico. La pubblica amministrazione tende a sconfinare l'asfalto anche in aree storiche e paesaggisticamente segnate, mentre le associazioni difendono la scelta dei materiali tradizionali come il basolato in pietra lavica e i sampietrini.
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