Il presidente dellAzienda mobilità: bisogna asfaltare il Rettifilo. La Soprintendenza: sbagliato, riparate le buche Anm: via i sampietrini, si rischia la vita. Guglielmo si oppone -------------------------------------------------------------------------------- Allarme Rettifilo. Un autobus sobbalza su una buca, un sampietrino schizza via, parte come un proiettile e manda in frantumi la vetrina di un negozio. Una giovane madre passa in quel momento con un carrozzino, sampietrino e schegge minacciano il piccolo, ma la donna lo salva spingendolo via. È accaduto qualche giorno fa al corso Umberto I: una tragedia sfiorata. La denuncia con preoccupazione Antonio Simeone, presidente dellAssociazione napoletana mobilità: i sampietrini, spiega, sono diventati un pericolo per lincolumità di chi percorre certe vie. In tutto il centro storico, ma in particolare al Rettifilo, la strada più lunga e più larga di Napoli. «Abbiamo mandato una relazione agli assessori competenti e chiesto al prefetto di attivare un tavolo», annuncia Simeone. «Crediamo che le corsie preferenziali del Rettifilo vadano asfaltate al più presto. Lattuale manto stradale è un colabrodo, i sampietrini divelti creano buche assai pericolose: in particolare nel tratto tra piazza Nicola Amore e piazza Borsa. Registriamo danni ai mezzi e agli uomini: radiatori che saltano, autisti con il mal di schiena. Alcuni mezzi fanno quel percorso fino a sedici volte al giorno. Occorre agire: asfaltare subito il Rettifilo e poi occuparsi di via Marina e di altre strade, a partire da quelle del Vomero». In netto disaccordo Enrico Guglielmo, soprintendente ai Beni architettonici. «I sampietrini, che più esattamente vanno chiamati cubetti di pietra di lavica, sono stati in opera per decenni e non cè mai stata emergenza. Ora non cè manutenzione, ecco perché nasce il problema. E poi nel centro storico, se non vogliamo che Napoli perda la qualifica di città patrimonio dellUnesco, lasfalto non devesserci. La tendenza in tutte le città darte è quella di ripristinare le pavimentazioni lapidee: sconcerta che a Napoli si voglia andare nella direzione opposta. Senza contare che lasfalto non garantisce lassenza di buche». Ma è anche una questione economica: rifare un metro quadro di strada con i sampietrini costa dai 70 ai 90 euro, con lasfalto dieci volte di meno. «Sì, ma le spese crescono quando non cè manutenzione: da quanto tempo non si vedono in giro le squadre che rinsaldano i giunti di bitume tra i cubetti?», si chiede Guglielmo. Daccordo con il soprintendente è il presidente del comitato civico Santa Maria di Portosalvo, Antonio Pariante, che sostiene «una fiera opposizione al progetto asfalto». Diversa la posizione del libraio Paolo Pisanti, presidente del Centro commerciale corso Umberto: «Stendiamo un pietoso velo dasfalto e poi vediamo. Magari aspettiamo che i due cantieri della Metropolitana chiudano e rimettiamo i cubetti. Nei sampietrini non cè poi tutta questa storia: fino a cinquantanni fa cerano i basoli, molto più grandi, che dovevano essere regolarmente scalpellati perché con lusura perdevano laderenza. È perlomeno dai tempi di Italia '90 che i sampietrini danno problemi, una manifestazione dei No global me ne ha anche lasciato uno nellinsegna. Al Rettifilo abbiamo ben duecento alberi: abbiamo provato anche a contare le buche, ma ce ne sono molte di più».