Negli enti 43 poltrone in meno ma Cuffaro riduce la stangata Le maggiori società regionali mantengono cinque membri di Cda Immuni dai tagli E-Ricerca, Multiservizi Riscossione Sicilia lIrcac passa da 10 a 3 -------------------------------------------------------------------------------- Il primo effetto sarà quello di falciare 43 poltrone del sottogoverno regionale. Ma di lasciare intatte quelle più delicate e "pesanti", come quelle delle società regionali di capitale che gestiranno i tributi, la cessione degli immobili e linformatizzazione dellamministrazione regionale. Ma non solo, perché il decreto del governatore Cuffaro, pubblicato lo scorso 23 marzo, che adegua la Sicilia ai dettami della Finanziaria nazionale sulla riduzione dei componenti dei Cda degli enti e delle società regionali (cinque membri al massimo, tre nel caso di enti strumentali), fa già discutere: i vertici di più di un ente regionale credono infatti che la norma non riguardi i Cda che presiedono. Tanto che parlare di chi è in bilico è ancora assolutamente prematuro. Il decreto emanato dal governatore prevede che possano mantenere un Cda con cinque membri le società regionali il cui capitale versato sia pari o superiore a 750 mila euro. Restano dunque immuni dal colpo di scure società partecipate o possedute dalla Regione come Riscossione Sicilia, Sicilia patrimonio immobiliare, Sicilia E-Ricerca, Sicilia E-Innovazione, Italia Lavoro Sicilia, Multiservizi e Beni culturali e servizi, tutte dotate di Cda o di consiglio di gestione formato da cinque membri e capitale sociale superiore alla cifra prevista nel decreto Cuffaro. Non così invece per altre società di capitale della Regione. Alcune delle quali nellombra, come la Mercati Agroalimentari Scpa, che gestisce il mercato ortofrutticolo, florovivaistico e ittico di Tremestieri Etneo (undici consiglieri e capitale di 21 milioni di euro), o il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia (nove amministratori per un capitale di 13,5 milioni). Lo stesso vale per Biosphera, la spa che si occupa di igiene ambientale (presieduta dallex segretario provinciale dellUdc Salvatore Cianciolo), che conta su un Cda di sette membri e un capitale di 489 mila 600 euro; e la società Cape, che si dovrebbe occupare di gestione del risparmio, che ha cinque membri nel Cda ma un capitale versato di 250 mila euro (un milione quello deliberato). E il decreto di Cuffaro prevede espressamente che il capitale delle società interessate, per evitare la riduzione dei Cda, sia effettivamente versato. Lente regionale che subirà il taglio più consistente sarà lIrcac, listituto di credito alla cooperazione: il Cda dovrà bruscamente contrarsi da dieci a tre membri, come tutti gli altri enti strumentali della Regione. Ma è la questione del capitale a suscitare confusione negli enti regionali. AllAst, lazienda trasporti presieduta dallex deputato forzista dellArs Vincenzo Giambrone, circola già un parere legale dellAsstra, lassociazione di categoria delle aziende di trasporto, che argomenta sullinapplicabilità della norma della Finanziaria nazionale alle aziende di trasporto pubblico locale. Idem allEnte sviluppo agricolo: «Il nostro ente non è una società di capitale, che è la forma societaria alla quale la norma fa riferimento», spiega il presidente Roberto Materia, a capo di un Cda formato da sette consiglieri che dovrebbero diventare tre. «In ogni caso - aggiunge - sulla questione stiamo per chiedere un parere al nostro ufficio legale e a quello della Regione. Ci adegueremo comunque alle indicazioni della presidenza e dellassessorato allAgricoltura». Ci sono poi lIrre (listituto di ricerca nel settore educativo), ente dei Beni culturali, e ancora lIstituto zooprofilattico e il Cefpas, il centro di formazione del personale sanitario. Anche in questi casi i Cda dovrebbero passare da cinque a tre membri. «La norma si dovrebbe applicare allEsa e a tutti gli altri enti regionali, per quanto sia anche vero che le norme sono soggette a interpretazione», spiega lassessore allAgricoltura, Giovanni La Via. Il suo assessorato è quello maggiormente interessato alla dieta dei Cda: sono in tutto dodici le poltrone che salteranno tra Esa e i quattro istituti di ricerca del settore (Vite e vino, Olivo e olio, Zootecnico e Incremento ippico), già "contenuti" da una legge del 2004, che limitava a cinque il numero dei membri dei Cda. Sempre troppi, secondo lo Stato. E ora anche secondo la Regione.