Al seminario di Fiesole col segretario ds una trentina di aderenti ai comitati espongono striscioni di critica -------------------------------------------------------------------------------- Non è una semplice benedizione politica. Fassino approva la scelta toscana nel merito: «Le funzioni delle soprintendenze? Alla fine è il potere che risponde ai cittadini quello che deve avere la responsabilità delle decisioni urbanistiche», dice il leader Ds. I Comuni al centro dunque. Non solo. Fassino ricorda il caso Farmoplant del 1988, quando in Toscana si tenne un referendum per chiudere una fabbrica. E condivide la ricerca di una ricetta urbanistica che tenga insieme la tutela del paesaggio, che è un prodotto storico, e lesigenza di un nuovo sviluppo: «Non è vero che il "non fare" preserva». E la linea difesa dal presidente regionale Claudio Martini, che apre il seminario di Fiesole, ma anche dallassessore allurbanistica Riccardo Conti e dal segretario toscano dei Ds Andrea Manciulli. «Siamo tra le regioni con la popolazione più vecchia e con la rendita immobiliare più alta, progetti come quello dellAlta velocità possono collegarci meglio con lEuropa e possono aiutarci a crescere», dice il segretario. «Se qui i Comitati sono decine e decine è anche perché cè più partecipazione, più di 3mila persone hanno partecipato allelaborazione del Pit», aggiunge Conti rispondendo al presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana che nel numero dei comitati vede la spia del malessere toscano. Nessuna parola per Campi Bisenzio e le vicende giudiziarie che alle porte di Firenze sintrecciano con quelle urbanistiche. Non ne parla Fassino, non ne parlano gli altri. Compresa la neosegretaria regionale della Margherita Caterina Bini, che Manciulli presenta a Fassino. Fuori della porta una trentina di persone dei Comitati, ma anche una Ornella De Zordo di «Unaltracittà» in trasferta, protesta con cartelli e striscioni: «Il solo ascolto non è dialogo», «La Toscana è insidiata e Campi non è Unica e sola». Si contesta che la Toscana sia un modello felice di urbanistica («Volete difendere lambiente e poi provocate code nel traffico», è la battuta che gli rivolge Fassino). Il sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato risponde ai comitati ricordando il caso delle villette nella valle del Sambre cancellate dal piano regolatore 30 anni fa e che adesso, per via dei contenziosi avviati dai proprietari, rischiano di dissestare il bilancio del Comune: «Ci si ricordi di questo quando si parla di Monticchiello e di piazza Mino», dice Incatasciato. Il professor Massimo Morisi, che ha collaborato allelaborazione del Pit, insiste sulla «governance audace» inaugurata dalla Toscana: «Quella di una filiera decisionale, senza più rapporti gerarchici di governo». Senza cioè la Regione che controlla e approva i piani regolatori, come accadeva un tempo. Ma anche così, dice Morisi, non viene meno limportanza di un «piano pubblico» che coordini gli interventi del futuro. A nome dellInu, lIstituto di urbanistica, Silvia Viviani parla di «un boom che è in corso e che preme sulle nostre colline»: un boom che deve essere fronteggiato con la tutela. Mentre la sottosegretaria ai beni culturali Danielle Mazzonis rileva con favore le nuove forme di collaborazione avviate tra Regione e ministero.