A A A abbazie vendonsi Il convento San Domenico, i monasteri Santa Chiara e Sant'Agata e gli immobili di via Manzoni: Questi gli edifici storici che il Comune etneo intende dismettere Contro la vendita del patrimonio immobiliare di Catania (14 edifici, alcuni dei quali anche storici), si sta scatenando un vero e proprio giudizio universale. Intorno all'operazione da 65 milioni di euro, portata avanti dalla società «Catania Risorse», ruota anche il giallo sulla rimozione di Maria Grazia Branciforti dall'incarico dì sovrintendente ai beni culturali (rimozione poi rientrata), che sin dall'inizio si era «distinta per aver sollevato ampie riserve sull'alienazione degli immobìli», come si legge nell'interpellanza presentata martedì scorso alla Camera dal deputato dei Comunisti italiani, Orazio Licandro. Milano Finanza Sicilia riporta qui di seguito, senza commenti, il verbale del questìon time alla Camera tra Licandro e il sottosegretario per l'università e la ricerca, Nando Dalla Chiesa. Licandro: «Signor presidente, torniamo a sollevare una questione che non esitiamo a definire, ancora una volta, imbarazzante e sconcertante. Qualche settimana fa, avevamo ricevuto rassicurazioni da parte del rappresentante del governo che, su nostra sollecitazione, era venuto a rispondere al riguardo. Però, dopo quel passaggio, in merito a tale vicenda, purtroppo, si è registrata un'ulteriore escalation. Infatti, appena cinque giorni dopo l'emanazione della nota della sovrintendenza del 22 febbraio, con la quale si dichiarava la nullità giuridica dell'intera operazione e, soprattutto, dell'atto di trasferimento della proprietà di alcuni edifici monastici e conventuali risalenti al diciassettesimo secolo, atto di trasferimento stipulato in violazione delle norme generali e specifiche in materia, il comune di Catania ha approvato all'unanimità la deliberazione n. 157. Con tale deliberazione del 25 febbraio 2007, in maniera assolutamente irrituale e senza alcun precedente, si rivolgeva ad altra amministrazione, cioè al governo regionale, perché si adottassero provvedimenti punitivi, la deliberazione è chiara, nel suo tenore, nei confronti della sovrintendenza. Appena qualche giorno dopo, la sovrintendente di Catania (Maria Grazia Branciforti, ndr) responsabile di quella parte dell'amministrazione, era rimossa dall'incarico. Si è tentato di nascondere, per così dire, l'operazione attraverso una rotazione. Tuttavia, come anche l'opinione pubblica ha percepito in maniera abbastanza chiara, a proposito di Branciforti si è trattato di una vera e propria rimozione, non essendo stata designata a altro incarico. Questa è la ragione dell'interpellanza che vuole sollecitare il governo a intervenire con massima urgenza. Chiediamo se i commissari del ministero del tesoro, inviati per verificare la reale situazione economico-finanziaria del comune di Catania, già siano all'opera. Tutta l'operazione presenta diversi profili di illegittimità e anche, nel caso il governo lo ignori, di evidente rilevanza penale. Alcuni di quegli immobili erano di proprietà di altri enti, in particolare della Asl, e nell'atto di trasferimento di proprietà sono riportate false dichiarazioni rivolte al notaio e relative alla inesistenza di vincoli. Dunque, la vicenda presenta alcuni profili di estrema gravità sui quali è compito della magistratura intervenire. Alcuni altri, però, riguardano la politica e soprattutto il rispetto delle leggi e, quindi, è necessario un intervento del governo. Branciforti ha avuto una sola responsabilità, quella di avere ricordato che in questo Stato non ci sono zone franche e che qualunque norma italiana si applica anche in Sicilia e a Catania. In conclusione, vorrei dire al rappresentante del Governo che in base a notizie di stampa, ma non ho informazioni ufficiali al riguardo, sembrerebbe rientrata la rimozione di Branciforti a seguito dell'applicazione della recentissima sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della parte della legge cosiddetta Frattini relativa allo spoil System nella pubblica amministrazione. La rimozione di Branciforti, infatti, era priva di alcuna motivazione e rispondeva a logiche di altro tipo, come esplicitamente dichiarato dall'assessore regionale, secondo il quale tale provvedimento rientrava nell'ambito dello spoil System attuato nella ricerca di determinati equilibri politici. Tuttavia, ciò non cambia l'urgenza dell' interpellanza perché chiediamo al governo di fornire notizie sull'impegno assunto con l'invio dei commissari per arrestare una situazione del tutto opaca in cui sistematicamente sono commesse violazioni di legge. Qualora infatti questa operazione non sia arrestata, siamo preoccupati del fatto che si possa aprire un pericolosissimo varco per forme di speculazioni immobiliari che fuoriescono dal controllo delle istituzioni». Dalla Chiesa: «Signor presidente, rispondo all'interpellanza urgente in sostituzione del collega competente per i beni culturali. Occorre innanzitutto evidenziare che, ai sensi del dpr n. 637 del 1975 sulle norme di attuazione dello statuto della Regione in materia di tutela del paesaggio e di antichità e belle arti, l'amministrazione regionale esercita sul territorio della regione tutte le attribuzioni delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato in materia di antichità, opere artistiche, musei, nonché di tutela del paesaggio. Tutti gli atti concernenti le materie sopra indicate sono adottati dalla Regione, che è tenuta a dare comunicazione bimestrale per conoscenza al ministero per i beni e per le attività culturali.