PALERMO. E' pronto a prendersi cura della Villa del Casale di Piazza Armerina, il generale Bruno Conforti, già comandante del reparto per la tutela dei beni culturali dell'Arma dei Carabinieri. La prossima settima, probabilmente il 4 settembre, sarà in Sicilia per mettersi alla testa della task force voluta dall'assessore Fabio Granata per evitare che continuino assalti e devastazioni in uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia, e non solo. Generale, ha già pronta una strategia per risolvere i problemi che affliggono la Villa del Casale? «Per il momento, posso dirle che l'assessore Granata, che conosco da anni e del quale apprezzo la passione con cui affronta quotidianamente il suo ruolo di amministratore, mi ha chiesto di occuparmi di questo importante sito archeologico ed io ho dato la mia disponibilità. Sono pronto a cimentarmi in questa nuova esperienza per dare una sistemazione definitiva a quello che io considero uno dei monumenti più importanti in assoluto. Comunque, dei dettagli non abbiamo ancora parlato». La Villa Romana del Casale e i suoi dintorni sono tra i più saccheggiati, la sicurezza è il problema principe. «Durante il periodo in cui sono stato in Sicilia, me ne sono occupato spesso. E sono rimasto sconcertato. Un bene ha valore in base all'attenzione che tutti gli diamo. La gente di Piazza Armerina deve comprendere che la Villa del Casale, al di là dell'importanza artistica, rappresenta l'identità del loro territorio che essi stessi devono preservare. Se fossimo tutti più attenti le cose andrebbero meglio. Penso che si potrà lavorare molto bene. Anche perché l'assessore Granata è molto determinato». Ecco l'esigenza della task force. A lei sarà chiesto di occuparsi prevalentemente della sicurezza. «La prima cosa che bisogna chiedersi è se gli attuali custodi sono professionalmente capaci di svolgere questo ruolo, se hanno fatto un corso di formazione, se i sistemi d'allarme sono adeguati. Con quali criteri è avvenuta l'assunzione». Nei concorsi pubblici, lo sa bene, bisogna tenere conto di tanti dettagli e magari finisce nel ruolo di custode anche un ipovedente o uno zoppo. E non è un paradosso. «Lo so bene. Molte cose avvengono perché magari non si è riflettuto prima. Però, i risultati sono quelli noti». Generale, quello di Piazza Armerina è un caso isolato, oppure vi sono in Sicilia altre situazioni analoghe? «Purtroppo, quello di Piazza Armerina non è un caso isolato. La Sicilia è molto ricca di testimonianze del passato. E' difficile tenere tutto sotto controllo se non prevale nella coscienza delta gente i! concetto fondamentale di conservazione dell'identità, .o deduco dai recuperi effettuati dal nucleo di Palermo. I beni trafugati e recuperati all'estero per l'80 per cento sono siciliani, soprattutto di Morgantina. I luoghi sono tanti e tutti esposti alle ruberie. Neanche la vigilanza militare può bastare, senza l'orgoglio del cittadino».
Così proteggerò i mosaici
Il generale Bruno Conforti, comandante del reparto per la tutela dei beni culturali dell'Arma dei Carabinieri, sarà in Sicilia per mettersi alla testa di una task force voluta dall'assessore Fabio Granata per proteggere la Villa del Casale di Piazza Armerina. La villa è uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia e è stata oggetto di assalti e devastazioni. Il generale ha già pronta una strategia per risolvere i problemi e ha espresso la sua disponibilità per dare una sistemazione definitiva al sito. L'assessore Granata ha chiesto al generale di occuparsi della sicurezza della villa e ha espresso la sua determinazione a risolvere il problema.
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