Nonostante ne sia stata fatta richiesta, non risultano pervenute al suddetto ministero comunicazioni da parte dell'amministrazione in ordine ai fatti menzionati nell'interpellanza. Il ministero dell'economia e delle finanze, dipartimento della ragioneria generale dello stato, ha comunicato di avere individuato gli ispettori incaricati dell'acquisizione di informazioni sulla situazione di bilancio del comune di Catania, in applicazione dell'ari. 28, comma 1, della legge n. 289 del 2002, i quali provvederanno a breve a intraprendere l'attività ispettiva [...]. Licandro: «Signor presidente, signor sottosegretario, ancora una volta prendiamo atto di una risposta del governo che evidenzia attenzione. Tuttavia, con molta chiarezza vorrei dire che non comprendiamo i motivi di tutta questa prudenza. Avete ovviamente chiesto chiarimenti all'assessorato e all'amministrazione regionale, che però non sono arrivati. Mi pare che vi sia materia [...] per far valere i principi costituzionali dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione. Si tratta di principi generali che valgono anche per la Sicilia. Inoltre, esiste un ulteriore principio, ovvero quello in base al quale l'adozione di cia-scun provvedimento preso dalla pubblica amministrazione deve essere motivata, pena l'illegittimità del provvedimento stesso. Dispiace dover dire queste cose e registrare soltanto una notarile comunicazione delle diverse competenze riferibili allo stato e alle regioni a statuto speciale. Conosciamo tali competenze. Ci aspettiamo ben altro e cioè che il governo intervenga su questi fatti vantando un interesse superiore generale dello stato. Infatti, noi ci siamo rivolti a ben quattro ministri (interno, economia, beni culturali e affari regionali, ndr) per avere il materiale relativo a tutta l'operazione in questione. Lei avrà modo, signor sottosegretario, di recuperare tutta la documentazione: questa operazione è stata condotta negli ultimi quattro giorni dell'anno con passaggi assolutamente non trasparenti, con 14 perizie aventi a oggetto quegli immobili tra cui quattro ex impianti mona-stici di pregio e di assoluta rilevanza. Si tratta di 14 immobili in tutto, di cui otto giudicati dalla sovrintendenza come di particolare importanza. Le leggo la nota della sovrintendenza, anche se lei ne sarà già in possesso, dispiacendoci ancora una volta di constatare l'inerzia del governo regionale e, al tempo stesso, l'inerzia anche del governo centrale. La nota così riporta con riferimento agli immobili: «(...) tra questi l'ex caserma Malerba, già convento San Domenico (secolo XVIII); l'ex monastero Santa Chiara (sec. XVI-XVIII); l'ex monastero di sant'Agata (sec. XVIII), gli immobili di via Manzoni», eccetera; la stessa nota poi continua: «(...) sono di eccezionale interesse storico e artistico, in quanto mirabili opere dei più noti architetti e lapidum incisores dell'epoca». Si tratta di esempi straordinari di quel fenomeno senza precedenti che fu la ricostruzione tardo-ba-rocca della Val di Noto. Peraltro, l'arte del Barocco catanese è riconosciuta dall'Unesco «patrimonio mondiale dell'umanità». Di fronte a queste cose, francamente, occorre un'azione più forte a tutela del patrimonio immobiliare. Si tratta di un patrimonio che si è costituito nel corso di generazioni e di cui i catanesi potrebbero vedersi deprivati. Soprattutto, ciò che noi non accettiamo è anche l'elusione di un altro principio costituzionale sancito dall'alt. 119, che vieta il ricorso all'indebitamento, se non per gli investimenti. Qui non siamo dinanzi a investimenti, ma a un'operazione, così com'è stata definita dal parere del collegio di difesa, volta a far cassa per ripianare, negli ultimi quattro giorni dell' anno, il debito consolidato del 2003 che si aggirava intorno ai 50 milioni. Si tratta di un fatto molto grave rispetto al quale il governo ha più volte sollecitato e offerto altre garanzie. Adesso lei, signor sottosegretario, ci ha rassicurato su un ulteriore passo in avanti, tuttavia non particolarmente celere, con l'indicazione dei commissari che dovrebbero, o avrebbero dovuto, essere già sul luogo per verificare ciò che sta accadendo. Chiunque abbia voglia di assumere informazioni generali sullo stato economico-finanzia-rio del comune di Catania, avrebbe davvero difficoltà a capire. Dunque, noi sollecitiamo un intervento, ormai non più procrasti-nabile, del governo [...]».