Colpi di scena durante il consiglio comunale aperto. Un milione e mezzo di euro entro 60 giorni AMELIA - Passerà alla storia come il finanziamento schizofrenico. Un milione e mezzo di euro, destinati alle mura, che prima c'erano, poi non c'erano più, e alla fine sono tornati. Il tutto in poco più di mezz'ora. E sotto gli occhi di tre deputati, due vicepresidenti del consiglio regionale, due assessori - uno provinciale e uno regionale - svariati eletti di palazzo Bazzani e palazzo Cesaroni, e l'intero consiglio comunale. Ieri mattina, l'assise straordinaria per la ricostruzione del periplo crollato s'è aperta qualche minuto dopo le 11. L'obiettivo dichiarato del sindaco è avviare un'azione condivisa per "finanziamenti duraturi nel tempo, da affidare a una gestione unitaria". Ma poco prima di mezzogiorno giunge la brutta notizia. Ad annunciarla, la viva voce della soprintendente ai beni archeologici dell'Umbria, la dottoressa Vittoria Garibaldi. "Una settimana fa - spiega - è siato deciso un ridimensionamento nei fondi del Ministero ai beni culturali", al momento il milione e mezzo di euro per Amelia, reperito dal gioco dell'otto, non c'è. "Abbiamo due mesi per recuperare il finanziamento - prosegue la soprintendente - ho ricevuto ampie assicurazioni dal viceministro Danielle Mazzonis che lo stanziamento sarà rimodulato e che i fondi per Amelia verranno re-inseriti". Il primo cittadino Sensini, seduto accanto, sgrana lo Sguardo. Magari non attendeva la manna dal cielo, ma certo non s'aspettava nemmeno uno scippo di queste dimensioni. "Avevamo ricevuto delle rassicurazioni", è il suo commento. Partono subito le telefonate .del caso, intanto la discussione prende il via. "Una doccia fredda che ci preoccupa", dice il deputato Luciano Rossi di Fi. Il collega Di Girolamo va al sodo e spiega che "Una legge speciale potrebbe funzionare in Regione, ma in Parlamento sarebbe troppo complicata". Il via vai in aula prosegue, si muovono soprattutto quelli della Margherita. Il vicesindaco Pasero contarla il senatore Francesco Ferrante: era stato proprio lui, rutelliano doc, ad annunciare in una conferenza stampa tenuta in dicembre, a palazzo Bazzani, il trasferimento da un milione e mezzo di euro. E Ferrante non si fa pregare: "I soldi annunciati ci sono e saranno disponibili entro 60 giorni". Il parlamentare spiega poi in un comunicato di non avere potuto partecipare all'incontro perché impegnato nelle operazioni del voto di fiducia al Senato. Ferrante sottolinea di avere avuto la conferma della disponibilità dei fondi direttamente dal ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli. 1rtto questo mentre in una nota l'onorevole Maurizio Ronconi (Udc) attacca Ferrante definendolo "scorretto" per i suoi toni trionfalistici su una questione che doveva essere stata risolta già da tempo. Nel frattempo in aula il dibattito sale di tono, l'onorevole Ronconi ci mette il carico. "Il Governo s'è mosso poco e male - dice - abbiamo visto corse sfrenate da parte di qualcuno. Nei mesi scorsi un sottosegretario un po' inesperto ha fatto promesse decisamente fuori luogo". E forse al viceministro Mazzonis fischiano le orecchie. Ma a mezzogiorno e mezzo arriva il colpo di scena. Squilla il cellulare della soprintendente Garibaldi. All'altro capo del telefono c'è Vincenzo Spadafora, capo della segreteria del ministro Francesco Rutelli, che le comunica ufficialmente come il famoso milione e mezzo di euro sia tornato al suo posto: andrà tutto sulle mura di Amelia. La soprintende da l'annuncio all'aula, che può tirare un sospiro di sollievo. "Allora i miracoli avvengono", commenta a caldo il consigliere regionale De Sio. Alla fine, 3 sindaco Sensini tira le somme: "Le mura non sono un problema di parte, e ricordiamoci che il periplo è molto lungo".