Il direttore del Paul Getty museum, Michael Brand, ci ha scritto a proposito della Venere di Morgantina: «Non stiamo tirando le cose per le lunghe per ritardare la restituzione della statua all'Italia, come ha riportato il vostro giornale. Lo scorso anno abbiamo persi-no proposto al ministero dei Beni culturali e all'Assessore dei Beni culturali della Regione siciliana di restituire all'Italia il titolo di proprietà della statua di culto, che però sarebbe rimasta in prestito al Getty sino al termine di un work shop scientifico per stabilire l'esatta provenienza della statua, work shop che avrà inizio il 9 maggio. Purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna risposta e abbiamo ripetuto nei giorni scorsi il nostro invito a inviare al work shop studiosi italiani che facciano parte di un team internazionale di esperti». Fin qui la lettera del Getty. Rispondiamo subito che l'assessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza ha già disposto l'invio di due esperti come il prof. Antonino Vitale di Catania e della dott. Flavia Zisa di Siracusa che ha già lavorato al Getty affinché facciano parte di quel team internazionale. Da parte nostra ribadiamo alcuni concetti molto semplici: 1) è chiaro che la Venere di Morgantina è un prezioso reperto trafugato fraudolentemente dai tombaroli e venduto, attraverso i soliti mercanti d'arte svizzeri, al Getty museum di Los Angeles; 2) non c'è dubbio che la Venere proviene da Morgantina, attuale Aidone, perché ce lo hanno confermato fonti dirette, cioè tombaroli della zona; 3) se il Getty ha dichiarato di avere proposto di dare all'Italia il titolo di proprietà della celebre statua, che però sarebbe rimasta in prestito al Getty, appare evidente che lo stesso museo ne riconosce la provenienza siciliana. Da anni una commissione di esperti esamina il materiale con cui è composto il drappeggio della statua (il resto, testa, mani e piedi, è di marmo), ma finora si è solo perduto tempo in chiacchiere bizantine. Il museo di Los Angeles dovrebbe fare come il Metropolitan museum di New York, che ha riconosciuto i 15 pezzi d'argento come facenti parte del trafugato «tesoro di Morgantina» e ha fatto questo accordo: quattro anni al Met e quattro anni al museo di Morgantina. Se il Getty, invece di riconoscere la Venere come proveniente dalla vecchia Morgantina, continua a fare convegni di studi, vuol dire - con tutto il rispetto per il direttore Michael Brand - che non ha alcuna intenzione di restituirla alla Sicilia.