«Che cosa centra il Business center allaeroporto con Romilia? Il parallelo è disdicevole: non solo non cè competizione tra i due, ma nemmeno un rapporto. Liter burocratico è totalmente diverso. Del piano per laeroporto e del Business center parliamo da cinque anni». Non è piaciuto allarchitetto Gaetano Maccaferri, presidente della Seci, holding di familiare alla quale fanno capo le attività industriali, finanziarie e immobiliari del più grande gruppo bolognese, che nel mondo politico loperazione allaeroporto sia stata messa in contrapposizione a Romilia. Così dopo mesi di trattative silenziose, per ora senza risultato, ha deciso di mettere qualche puntino sulle «i». La vicenda del centro daffari nella cava del gruppo Maccaferri ricostruisce il presidente di Confindustria «nasce nel 2002, quando Presidente della Sab era Alberto Clô, sindaco Giorgio Guazzaloca, assessori Carlo Monaco in Comune e Tiberio Rabboni alla Provincia. Noi proponemmo allAeroporto di utilizzare una nostra area per costruire un centro per potenziare lo scalo come è avvenuto nei più avanzati aeroporti del mondo. La Sab accolse con interesse lidea, condivisa anche da Comune e Provincia». Tanto condivisa, ricorda Maccaferri, che larea «fu inserita nel Ptcp allinterno del polo di sviluppo dellaeroporto». Che cosa prevedeva? «Alberghi, uffici, ristoranti, uno spazio per il divertimento, negozi». Si parlava di 60 mila metri, allora. «Si parlava di una certa volumetria - risponde Maccaferri - ma vorrei evitare dettagli che fanno parte della discussione». Volumi che ancora oggi per Comune e Provincia sono esagerati. «E uno dei nodi da sciogliere, laltro riguarda la compensazione ambientale richiesta da Comune e Provincia sulla quale abbiamo dato una disponibilità di massima». E il vincolo ambientale? «Fa parte del piano paesistico, ma in parte è superato dallinserimento dellarea nel polo aeroportuale, perciò dovrà essere oggetto di una verifica della Regione». Anche per questo il Comune chiede la compensazione ambientale, ovvero le aree lungo il Navile per farci un parco? «In teoria il via libera della Regione potrebbe avvenire anche senza - puntualizza Maccaferri - ma noi siamo disponibili a discutere la richiesta del pubblico». Il presidente degli Industriali e della Seci chiede però che una decisione venga presa al più presto. «A chi dice che nel nostro caso si sta decidendo troppo in fretta, vorrei ricordare che ne stiamo parlando da cinque anni, che la questione è stata in un certo senso battezzata nel 2004 e che ancora per una serie di motivi, non è stata affrontata. Dovrà essere chiarita entro aprile maggio perché per adottare il piano strutturale, vanno definiti tutti i patti territoriali. Quelli con le ferrovie, la fiera e luniversità sono stati definiti. Non è colpa nostra se laeroporto è lultimo e ora diventa, inevitabilmente, urgente». Parlare di segretezza, invece, per Maccaferri è fuori luogo. Semmai, dice, «cè un eccesso di malafede». «La procedura ha seguito tutti i passaggi, secondo la tempistica e i meccanismi di ogni cambio di destinazione duso. Con tutta la lentezza, anche, che questo comporta». E se giunti alla volta finale non si facesse laccordo? «Lo trovo improbabile - dice Maccaferri - perché dal piano dipende lo sviluppo dellaeroporto nei prossimi anni. Semmai potrebbe essere bocciato il Business center. E sarebbe comunque un problema perché questa struttura aiuterà il Marconi a competere, lo metterà al centro di un sistema che in 10 minuti si collegherà allalta velocità e aiuterà ad attirare, ad esempio, le sedi periferiche delle multinazionali». Ora, in ogni caso, si deve decidere.
Bologna. Maccaferri: del Marconi parliamo da cinque anni
Il presidente della Seci, Gaetano Maccaferri, ha affermato che il Business center all'aeroporto di Bologna non è un problema, ma piuttosto un'opportunità per lo sviluppo del polo aeroportuale. Maccaferri ha ricordato che l'idea di utilizzare un'area del gruppo Maccaferri per costruire il centro d'affari è stata accettata da Comune e Provincia, e che l'area è stata inserita nel Piano di Trasformazione del Comune (PTC). Tuttavia, Maccaferri ha anche affermato che la compensazione ambientale richiesta dal Comune e dalla Provincia è un problema, e che la Regione dovrà verificare se l'area inserita nel polo aeroportuale supera il vincolo ambientale.
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