C'era una folla straripante al vernissage della mostra Piero della Francesco e le corti italiane inaugurata ieri pomeriggio dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, con una cerimonia triplice: prima al Duomo, dove si conserva la Maddalena, alla presenza della autorità cittadine, religiose e laiche, poi al Palazzo della Provincia alla presenza dei giornalisti, quindi al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo, dove è stata allestita l'eccezionale esposizione. E' in quest'ultima sede che Rutelli ha rivolto al folto pubblico presente un discorso nel quale ha ripercorso, in sintesi, il vertiginoso itinerario artistico del pittore di Borgo San Sepolcro, quale genio della pittura, dell'architettura, della matematica, della geometria e probabilmente della filosofia, che ha rivoluzionato la storia dell'arte e segnato con l'invenzione della prospettiva il passaggio dal Medioevo al Rinascimento e dal Rinascimento all'Era Moderna. Il ministro ha sottolineato che è stato proprio l'interesse per l'opera di Piero della Francesca a determinare, sin dal Seicento, una di quelle migrazioni di massa degli aspiranti artisti e degli intellettuali verso il Bel Paese, dando un incremento considerevole al Grand Tour, che da allora in poi ha proseguito a gonfie vele sino al ventesimo secolo. Rutelli ha ricordato anche il prezioso lavoro svolto da Roberto Longhi al fine di far conoscere, valutare e interpretare correttamente l'autore di capolavori come II ritratto di SigismondoMalatesta, il Dittico di Urbino, la Madonna di Senigallia. Nel 1913 il famoso storico aveva riletto Piero della Francesca alla luce di Cézanne, immaginando che il pittore di Borgo San Sepolcro rivolgesse ad un amico le parole del maestro di Aix: «Tutto nella natura è sferico e cilindrico», insomma il cubismo. Sicché l'anno successivo Longhi aveva potuto dire che «Piero della Francesca è stato riscoperto da Cézanne e da Seurat». Prima che inaugurasse la mostra al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna, Rutelli si era recato a Borgo San Sepolcro (oggi San Sepolcro) e a Monterchi, i due paesi delle vicinanze in cui si conservano altri capolavori, nel primo il Polittico della Misericordia bellamente restaurato e lo stupefacente affresco della Resurrezione, nel secondo il delizioso affresco della Madonna del parto.