Il governo taglia i fondi per la cultura. Tirando la cinghia, l'esecutivo è riuscito a risparmiare più di quattro milioni di euro nel solo 2007. Ciò a danno degli enti che grazie ai finanziamenti pubblici svolgono le loro attività culturali. La tendenza all'avarizia era già emersa nel corso dell'esame della Finanziaria. Ora però il ministro Francesco Rutelli ha presentato la lista dettagliata. Si tratta di uno schema di decreto con la ripartizione delle somme a disposizione del ministero dei Beni Culturali. E sono dolori per tutti. A partire dal totale del budget: 26 milioni di euro contro i 30 stanziati nel 2006 dal governo di centrodestra. Cifra che non era bastata all'allora ministro Rocco Buttiglione per evitare una pubblica crocifissione a opera delle avanguardie culturali. E stavolta? Rutelli al momento rimedia ai tagli con il suo appeal personale Ma con una dote così misera, la luna di miele sembra destinata a finire. Specie dopo aver scorso le cifre contenute dal decreto ministeriale emanato da via del Collegio romano. Chi ci rimette di più in assoluto è la Biennale di Venezia. Il contributo a favore della società organizzatrice dell'evento scende da 7.523.695 a 6.518.901: un tondo milione di euro in meno. Piangono anche l'associazione "Reggio Parma Festival", la fondazione "Festival pucciniano" e l'associazione "Centro europeo" di Toscolano che passano dai 2.159.991 euro del 2006 ai 1.871.522 del 2007. Per non parlare della fondazione "Rossini Opera festival di Pesaro", della associazione "Ferrara Musica" e la fondazione "Ravenna manifestazioni". In tre 272mila euro in meno. Ma la lista degli scontenti è ancora lunga. E contempla: l'unione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (- 9mila euro), l'associazione Italia nostra (-22mila euro), il Fondo ambiente italiano (-27mila euro), l'istituto di architettura di Venezia per la produzione teatrale (-54mila euro), il museo nazionale del cinema "Fondazione Prolo" (- 54mila euro), il festival dei Due Mondi di Spoleto (-141mila euro), la Triennale di Milano (-206mila euro), la Quadriennale d'Arte di Roma (-82mila euro), la Scuola di musica di Fiesole (-54mila euro). Il governo Prodi, inoltre, taglia anche i fondi per gli archivi privati di interesse storico (-21 mila euro), quelli per i premi e i convegni culturali (- 152mila euro), nonché i finanziamenti per le biblioteche non statali (-140mi-la euro) e per il centro studi conservazione e restauro dei beni culturali (-13mila euro)